WALL STREET IN RALLY, ESALTA IL PIANO SUBPRIME

6 dicembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo l’incertezza iniziale i listini americani hanno imboccato la strada dei rialzi estendendo il forte rally della seduta precedente. Il Dow Jones ha guadagnato l’1.30% a 13619, l’S&P500 l’1.50% a 1507, il Nasdaq e’ avanzato dell’1.60% a 2709. A permettere ai listini di avanzare e’ stato il piano di emergenza sui mutui annunciato dalla Casa Bianca e le speranze di un nuovo taglio al costo del denaro da parte della Fed.

Intervenuto da Washington il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha annunciato il piano di emergenza, gia’ descritto sommariamente nei giorni scorsi dal Segretario del Tesoro Usa, Henry Paulson, relativo al congelamento dei tassi variabili sui mutui ipotecari, mirato a limitare il numero dei pignoramenti delle abitazioni. Il programma permettera’ ad oltre un milione di famiglie americane di rifinanziarie il proprio mutuo o godere di tassi piu’ vantaggiosi in modo tale da poter continuare a ripagare il debito senza incorrere nel rischio di perdere le proprie abitazioni.

La crisi subprime ha messo in ginocchio molti consumatori americani e causato una seria crisi per le banche ed altre istituzioni finanziarie. Nel terzo trimestre il numero di pignoramenti e’ cresciuto ad un livello record mai registrato prima d’ora. Gli operatori a Wall Street hanno ben accolto il piano della Casa Bianca, nella speranza che il comparto immobiliare, motore dell’economia, possa presto superare il difficile momento che ormai lo caratterizza da tempo.

L’unico dato sulla congiuntura americana ha mostrato un calo delle richieste di sussidio da parte dei disoccupati durante la scorsa settimana; relative preoccupazioni sono state sollevate dalla media mobile a quattro settimane, schizzata ai maggiori livelli degli ultimi due anni. L’aggiornamento ha seguito il buon dato diffuso mercoledi’ sul settore privato e precede l’importante rapporto occupazionale che verra’ diffuso nella giornata di venerdi’ per cui e’ stata stimata la creazione di 70 mila nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo.

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A livello societario, a beneficiare particolarmente della ciambella di salvatagio offerta dal governo Usa sono state le societa’ maggiormente esposte alla crisi dei mutui, come le banche e le compagnie assicurative. I maggiori rialzi all’interno del Dow Jones sono stati realizzati infatti da American International Group (AIG), American Express (AXP) e JP Morgan (JPM).

Particolare attenzione e’ stata riposta anche sul comparto retail in occasione della comuncazione delle vendite comparate (relative ai negozi con almeno un anno di attivita’ alle spalle) delle principali societa’ di vendita al dettaglio. Wal-Mart (WMT), Macy’s (M) e CostCo Wholesale (COST) hanno battuto le attese degli analisti. Delusione invece dal colosso Target (TGT) che ha annunciato un volume di vendite inferiore alle previsioni per il mese di dicembre. Il titolo ha perso piu’ del 7%.

Il colosso delle costruzioni edilizie Toll Brothers (TOL) nell’ultimo trimestre ha riportato una perdita inferiore alle stime. Il colosso biotech Genentech (DNA) e’ riuscito a recuperare le perdite iniziali originate dal giudizio negativo emesso dalla FDA sull’utilizzo dell’Avastin nei soggetti affetti da cancro al seno. La casa farmaceutica Eli Lilly (LLY) ha stimato profitti in crescita del 14% per l’intero 2008, oltre le attese degli economisti.

Nel comparto energetico, in forte progresso il petrolio. I futures con consegna gennaio sono avanzati di $2.74 a quota $90.23 al barile. Sul valutario, l’euro ha ceduto terreno rispetto al dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.4610. L’oro ha guadagnato $3.40 rispetto chiudendo a $807.10 all’oncia. In calo infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.9980% dal 3.910% di mercoledi’.

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