WALL STREET: GLI INDICI INVERTONO AL RIALZO

20 dicembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Marco Bonelli, Managing Director di Raymond James, e’ molto conosciuto tra gli investitori istituzionali e i trader italiani. I suoi commenti quotidiani di meta’ seduta sull’andamento della Borsa Usa (comprese le indicazioni di trading operativo e le posizioni rialziste) non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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La sessione di oggi si e’ aperta mista. Il dato macro sull’indice alla produzione e’ salito solo dello 0.1%, indicando cosi’ che l’inflazione rimane contenuta. Positivi anche i dati sul settore immobiliare. Morgan Stanley (MWD) ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle stime.

Al momento, l’indice Dow Jones e’ in rialzo di 2 punti a 10838, il Nasdaq e l’S&P500 sono invariati a 2221 e 1259 rispettivamente.

Positive le performances dei settori semiconduttori, chimico, brokers e oro.

L’indice VIX si trova al livello di 11.29. L’indice ”advance/decline” sta facendo registrare una lettura invariata. I volumi sul NYSE sono di 600 milioni di titoli scambiati.

Ancora una volta il Dow si e’ avvicinato intra-day al livello di resistenza di 10950 per poi invertire tendenza e chiudere a quota 10836. Cio’ a cui vorremmo assistere ora e’ un nuovo tentativo di rialzo oltre 10950 accompagnato da volumi elevati e da forza relativa da parte di tecnologia ed “internals”, in special modo dell’indice “advance/decline”.

TRADING OPERATIVO:

Questa mattina, la nostra posizione su THQI e’ in lettera dello 0.2%.

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DA QUI ALLA CHIUSURA:

Domani mattina, sara’ pubblicato il dato macro sul prodotto interno lordo.

POSIZIONI RIALZISTE:

SWIR (APERTA IL 28/9 A $11.04; CHIUSA IL 23/11 A $13.18; PERF +19.38%)

MOT (APERTA IL 25/10 A $20.08; CHIUSA IL 3/11 A $23.18; PERF +11.44%)

THQI (APERTA IL 28/10 A $22.44; ATTUALE 23.53; PERF +4.86%)

BORSA: NEW YORK; NUOVO TONFO GM IN SEDUTA INCOLORE/ANSA

Seduta di Borsa fino a questo momento complessivamente incolore a New York, anche se non mancano gli spunti sui singoli titoli, con General Motors che sta perdendo un altro 6% per via fra l’ altro del possibile sorpasso l’ anno prossimo da parte di Toyota come capofila della classifica relativa ai maggiori produttori di autovetture. Va aggiunto che gli scambi oggi avvengono sul Nyse a ritmo ridotto, a causa dello sciopero del trasporto pubblico, in quanto i volumi fino ad ora sono stati di circa il 16% inferiori rispetto allo stesso giorno della passata settimana.

Il mercato ha oscillato inoltre anche con i due dati congiunturali in calendario, vale a dire prezzi alla produzione e costruzione di nuove case, entrambi con riferimento a novembre. Nel primo caso, i prezzi sono scesi dello 0,7%, con il ‘core rate’ (indice depurato da cibo e petrolio) in salita di appena lo 0,1%, un’ indicazione che alleggerisce le preoccupazioni legate al rialzo dell’ inflazione.

Al tempo stesso, però, le nuove abitazioni sono aumentate del 5,3%, contro ogni previsione, e proprio questa seconda statistica ha finito con l’ alimentare i timori relativi ad un’ ulteriore serie di rialzi del costo del denaro da parte della banca centrale statunitense. Di questo possibile scenario sta beneficiando largamente sopratutto il dollaro, con l’ euro sceso quasi a ridosso di 1,18. Quanto al petrolio, oggi è in risalita, scambiato fino ad un massimo di 57,84 dollari (+0,9%).

Per quanto riguarda l’ andamento dei singoli titoli, General Motors lascia sul terreno appunto fino ad un massimo del 6% a 19,78 dollari dopo che Toyota e Honda hanno preannunciato per il 2006 una crescita delle vendite negli Stati Uniti del 10%. Toyota in particolare con questo supererebbe GM al ‘top’ della classifica dei produttori. Sulla falsariga di GM, in ribasso anche Ford Motor, -15 cents a 8,08 dollari, mentre DaimlerChrysler cede 58 cents, a 50,5 dollari.

Bene, al contrario, Morgan Stanley, che ha diffuso una trimestrale assai positiva, con l’ utile in crescita del 49% a 1,68 dollari per azione ed i ricavi a quota 6,96 miliardi di dollari. I profitti in particolare hanno ampiamente battuto le previsioni degli analisti, che si aspettavano un utile per azione di 1,08 dollari (con i ricavi a 6,51 miliardi). Il titolo così sale di 1,22 dollari, a 57,89. Il rialzo del prezzo del greggio dà tono inoltre ai titoli ‘oil’, con Transocean (leader fra le aziende estrattive), che guadagna un dollaro, a 67,45. Occidental Petroleum, la quarta maggiore società petrolifera, avanza invece di 57 cents, a 82,17 dollari.

Attorno alle 18.10 ora italiana gli indici di riferimento sono in pratica invariati: Dow Jones +0,02% a 10.838,77 punti, Nasdaq composite +0,07% a 2.224,33 e S&P 500 +0,05% a 1.260,50.(

WALL STREET: GLI INDICI INVERTONO AL RIALZO

8 dicembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Marco Bonelli, Managing Director di Raymond James, e’ molto conosciuto tra gli investitori istituzionali e i trader italiani. I suoi commenti quotidiani di meta’ seduta sull’andamento della Borsa Usa (comprese le indicazioni di trading operativo e le posizioni rialziste) non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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La sessione di oggi si e’ aperta in lettera, ma poco prima delle 11:00 i maggiori indici hanno invertito tendenza. Qualcomm (QCOM) ha fatto commenti positivi per il prossimo trimestre.

Al momento, l’indice Dow Jones e’ in rialzo di 23 punti a 10834, Nasdaq e’ in denaro di 7 punti a 2259 e l’S&P500 sta guadagnando 5 punti a 1262.

Positive le performances dei settori prodotti agricoli, semiconduttori, biotecnologia e banche; in ribasso invece servizi per l’educazione, brokers, automobili e acciaio.

L’indice VIX si trova al livello di 11.85. L’indice ”advance/decline” sta facendo registrare una lettura di +1400. I volumi sul NYSE sono di 662 milioni di titoli scambiati.

L’indice Dow Jones ha chiuso a quota 10811, ovvero 189 punti dall’importante livello di resistenza di 11000 e 139 punti dal recente massimo intra-day a 10950. Il livello di ipercomprato del mercato si e’ alleggerito scendendo a +2.0 da +3.2 di martedi’. L’attuale fase di ribasso ha portato il Dow a 120 punti dal recente massimo di chiusura di 1093, perfettamente in linea con i parametri di un salutare ritracciamento.

Lo scorso anno, le ultime tre settimane di dicembre sono state positive, ma il mese di gennaio e’ stato all’insegna del ribasso. Nel 2003, il rialzo e’ cominciato a novembre ed e’ durato fino alla fine di febbraio 04. Nonostante gli scenari di fine/inizio anno possano essere diversi, siamo dell’opinione che il mercato si trovi in ottime condizioni per riprendere a salire verso e oltre quota 11000.

TRADING OPERATIVO:

Questa mattina, la nostra posizione su THQI sta perdendo l’1.2%.

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DA QUI ALLA CHIUSURA:

Questa sera dopo la chiusura, Intel (INTC) terra’ la conferenza di meta’ trimestre.

Domani mattina, saranno pubblicati i dati macro sul “sentiment” dell’Universita’ del Michigan (preliminare) e sugli inventari.

POSIZIONI RIALZISTE:

SWIR (APERTA IL 28/9 A $11.04; CHIUSA IL 23/11 A $13.18; PERF +19.38%)

MOT (APERTA IL 25/10 A $20.08; CHIUSA IL 3/11 A $23.18; PERF +11.44%)

THQI (APERTA IL 28/10 A $22.44; ATTUALE 23.80; PERF +6.06%)

BORSA: WALL STREET TENTA ALLUNGO, MA PESA CARO-PETROLIO/ANSA

Dopo una partenza debole per itimori del rialzo dei tassi, Wall Street ritrova la via deiguadagni e, in attesa dell’aggiornamento di metà trimestre diIntel, gli indici si attestano in territorio positivo: il DowJones si porta a 10.835,90 punti (+0,23%), il Nasdaq a 2.259,99(+0,35%) e lo Standard & Poor’s 500 a 2.262,35 (+0,40%). Sul fonte macroeconomico, ha scarso impatto il dato sullerichieste dei sussidi di disoccupazione, salite oltre le attesedi 6.000 unità, mentre preoccupa maggiormente il rialzo dellequotazioni del petrolio intorno a quota 60 dollari, sui timoridell’aumento della domanda energetica per l’inverno rigido.

Nona caso, intonazione positiva per Exxon Mobil (+0,59% a 59,37dollari) e Chevron (+0,79% a 59,77 dollari), che beneficia anchedell’annuncio di un buyback da 5 miliardi e di investimenti inaumento del 35% nel 2006 a 14,8 miliardi. I listini beneficiano dei rialzi del settore immobiliare, inparticolare dei costruttori di abitazioni, come Lennar (+1,87% a57,64 dollari). Denaro anche su Toll Brothers (+1,71% a 34,90dollari) e Hovnanian Enterprises (+0,80% a 49,72 dollari), dopoaver riportato conti trimestrali in forte rialzo.

Le due società, tuttavia, mettono in guardia sugli sviluppidel settore: in particolare Robert Toll, numero uno dell’omonimogruppo, spiega che “lo scenario macroeconomico è peggioratorispetto a tre mesi fa”, anche per effetto della strettamonetaria decisa dalla Federal Reserve. La banca centrale Usa,in occasione del Fomc del 13 dicembre, dovrebbe rivedere ancoraal rialzo i tassi di un ulteriore 0,25%. Sul Dow Jones scivola Gm (-2,47% a 22,47 dollari) e azzera iguadagni della vigilia. Il gruppo automobilistico ha confermatole indiscrezioni di stampa su trattative in corso con KirkKerkorian, il miliardario che possiede il 9,9% del capitalesociale, per un rappresentante in cda.

Il candidato dovrebbeessere Jerry York, ex direttore finanziario di Chrysler e diIbm, che affianca Kerkorian nell’avventura General Motors. In calo anche Ford (-0,49% a 8,16 dollari), malgrado leanticipazioni sul drastico taglio del personale per 25-30milaunità e la chiusura di almeno 10 impianti. Titoli tecnologici in tensione, in attesa degli aggiornamentidi metà trimestre (attesi a mercati chiusi) da parte di Intel (-0,04% a 26,14 dollari) e Texas Instruments (-0,36% a 33,44dollari). McDonald’s (-0,31% a 35,15 dollari) dopo aver diffusoi dati sulle vendite di novembre (+4%). Cede ancora Coca-Cola (-0,31% a 35,15 dollari), all’indomanidell’incontro dei vertici con la comunità finanziaria e lapresentazione della nuova bevanda Blak, che si caratterizza peril contenuto calorico dimezzato e il gusto di caffé.

Il colossodelle bollicine vede restringersi a poco più di 1 miliardo, ilvalore di capitalizzazione di Borsa (100 miliardi) rispetto allarivale Pepsi (+0,45% a 59,49 dollari), che al contrario è insalita a 98,6 miliardi.

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