WALL STREET: FORTI SBALZI E VOLATILITA’ ALLE STELLE

12 dicembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo il forte rally iniziale i listini americani hanno ridotto i guadagni nell’ultima ora di scambi archiviando la seduta in modesto rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo lo 0.31% a 13474, l’S&P500 lo 0.61% a 1486, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.71% a 2671. E’ evaporato quindi anche se non per intero l’entusiasmo degli operatori originato dal piano di emergenza annunciato dalla Fed in coordinamento con le altre maggiori banche centrali per risolvere il dramma della crisi di liquidita’ sui mercati. Al culmine del rialzo intraday il Nasdaq aveva toccato un livello di +2.2%; il Dow Jones Industrials ha avuto un’oscillazione complessiva di quasi 400 punti, passando da +270 subito dopo l’apertura a -100 a mezz’ora dalla chiusura, per poi terminare a +41. Borsa ottima per scalper e trader dall’operativita’ “mordi e fuggi”.

Con una manovra coordinata con altre Banche Centrali (si tratta del piu’ massiccio intervento a livello mondiale dopo gli attacchi terorristici dell’11 settembre 2001) la Fed iniettera’ nuovo denaro nel sistema economico (prevista l’offerta di $40 miliardi attravero 4 diverse “Term Auction Facility” che inizieranno gia’ in questa settimana) e cerchera’ di ristabilire un certo equilibrio sul mercato valutario. Tali misure straordinarie “promuoveranno un’efficiente distribuzione della liquidita’ nel momento in cui i mercati interbancari entreranno in una fase di particolare stress” ha annunciato la Fed.

Favorevoli i commenti iniziali degli operatori che pero’, dopo un’attenta analisi, hanno iniziato ad interrogarsi sul reale impatto dell’operazione e sulla gravita’ della situazione finanziaria, probabilmente sottovalutata fino a questo momento.

“Non c’e’ ancora alcuna certezza sull’outlook economico e restano evidenti i rischi di recessione” ha affermato Steven Goldman, chief market strategist di Weeden & Co. “La Fed e le altre Banche Centrali hanno fornito notizie positive in mattinata, ma l’ambiente non e’ fondamentalmente cambiato, il peggio per il sistema finanziario potrebbe non essere ancora passato”. La decisione della Federal Reserve di abbassare il costo del denaro solo di ¼ di punto percentuale nella seduta precedente aveva provocato un’evidente delusione in molti operatori a Wall Street che speravano in un ribasso di 50 punti base dei fed funds.

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Con gli operatori impegnati a metabolizzare le notizie giunte dalla Fed, gli aggiornamenti macro sono passati in secondo piano. Va comunque segnalato che nel mese di ottobre il deficit della bilancia commerciale si e’ allargato a $57.8 miliardi, oltre le attese degli analisti; i prezzi alle importazioni
hanno registrato il piu’ sostenuto incremento degli ultimi 17 anni.

A livello societario, e’ apparso particolarmente sofferente l’intero comparto finanziario dopo i commenti negativi emessi da Morgan Stanley su href="http://www.wallstreetitalia.com/articoli_insider.asp?id_hp_s=8&id_hp_ss=35" style="color:blue">Citigroup e il taglio di rating di Merrill Lynch su Bank of America (BAC), JP Morgan (JPM) e Wachovia (WB).
Vendite anche sul colosso aerospaziale Boeing (BA) a causa del downgrade emesso dagli analisti di Morgan Stanley. In controtendenza la conglomerata industriale General Electric (GE) che ha annunciato un incremento del dividendo e un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie.

Nel comparto energetico, in forte progresso il petrolio. I futures con consegna gennaio sono schizzati di $4.37 a quota $94.39 al barile. Sul valutario, l’euro ha recuperato terreno nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.4705. L’oro ha guadagnato $1.70 chiudendo a $818.80 all’oncia. In calo infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.07% dal 3.99% di martedi’.

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