WALL STREET: DOW JONES SCIVOLA A 13000 PUNTI

19 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Due ore e mezzo dopo l’inizio delle contrattazioni i listini si muovono ai peggiori livelli giornalieri, ancora una volta pressati dalle preoccupazioni sull’impatto che la crisi del credito potra’ avere sulla spesa dei consumatori e sui risultati aziendali. Il Dow Jones cede oltre 177 punti (-1.36%) a 12988, l’S&P500 perde l’1.44% a 1437, il Nasdaq arretra dell’1.50% a 2599. Questa e’ settima sessione in ribasso delle ultime nove, a Nyse.

Non e’ servita a niente la notizia che Abby J. Cohen preveda un rally di fine anno a Wall Street. In verita’ la lista delle societa’ colpite dal “credit crunch” continua ad allungarsi. Nuove pesanti pressioni sui titoli bancari in seguito al href="http://www.wallstreetitalia.com/articoli_insider.asp?id_hp_s=8&id_hp_ss=35" style="color:blue">downgrade a Sell di Goldman Sachs (GS) su Citigroup (C). Per la banca d’affari sono state stimate inoltre nuove svalutazioni per $15 miliardi. Il titolo e’ in ribasso di oltre 5 punti percentuali.

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“Il mercato sta ancora tentando di conoscere l’ammontare dei danni subiti dai finanziari e quali siano le reali dimensioni dell’esposizione oltreoceano”, dice Marc Pado, market strategist Usa di Cantor Fitzgerald & Co., a San Francisco. “Sono altri dubbi, e l’incertezza non è un bene per il mercato”. Una certa debolezza e’ presente anche tra le azioni del comparto Internet sulla scia dell’abbassamento del href="http://www.wallstreetitalia.com/articoli_insider.asp?id_hp_s=8&id_hp_ss=35" style="color:blue">target price di eBay (EBAY). Tra le societa’ retail che hanno riportato i risultati fiscali in mattinata hanno deluso le attese degli analisti Lowe’s (LOW) e Campbell Soup (CPB).

Subito dopo la chiusura delle borse, particolare attenzione sara’ rivolta ai numeri del colosso informatico Hewlett-Packard (HPQ) per valutare il recente andamento della domanda da parte dei consumatori. Sul fronte M&A, riflettori puntati sul comparto farmaceutico dopo l’acquisto di Pharmion da parte del gruppo biotech Celgene ad un prezzo di $2.9 miliardi, pari ad un premium di circa il 50% rispetto al prezzo di chiusura di venerdi’.

Sugli altri mercati, sul valutario, l’euro e’ sostanzialmente stabile nei confronti del dollaro, ora a quota 1.4660. L’oro avanza di $1.90 a $788.90 all’oncia. In lieve calo i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.1590%.

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