WALL STREET: DOMINANO VOLATILITA’ E INCERTEZZA

2 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Incertezza e volatilita’ hanno dominato la seduta di borsa a Wall Street. Dopo il buon avvio i listini americani hanno girato in territorio negativo per poi chiudere la giornata in leggero rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.20% a 13955, l’S&P500 lo 0.08% a 1509, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.56% a 2810.

L’economia statunitense sembra proseguire sul binario giusto stando a quanto emerge dal comparto del lavoro e dalle ultime letture del Prodotto Interno Lordo, ma alcuni settori, in particolare il finanziario e l’immobiliare, continuano a rappresentare una seria minaccia per il sistema economico statunitense. Merrill Lynch e’ la horror story di oggi, con un calo di -10% (il peggiore degli ultime sei anni) dovuto a un report di Deutsche Bank secondo cui il broker n. 1 del mondo potrebbe essere costretto a svalutare altri $10 miliardi in bilancio per le perdite dovute ai subprime.

A riportare gli acquisti sul comparto azionario prima dell’apertura era stato l’ultimo rapporto occupazionale , che ha evidenziato una crescita di nuovi posti di lavoro negli Usa nettamente al di sopra delle attese. L’indicatore e’ cresciuto di 166 mila unita’ eclissando il consensus che era per un aumento di appena 80 mila posti. Note positive sono emerse anche dalla componente del salario orario, cresciuta meno delle attese, allentando cosi’ i timori di crescita dell’inflazione.

Ad erodere i guadagni iniziali sono pero’ presto subentrate le rinnovate preoccupazioni sulla crisi del comparto del credito che sembra ancora lontana dall’essere risolta, a differenza di quanto credevano molti operatori (le mega-svalutazioni riportate dalle grosse istituzioni finanziarie negli ultimi giorni ne sono la prova). A sollevare nuove timori e’ stato un articolo pubblicato dal Wall Street Journal in cui si legge che il colosso bancario Usa Merrill Lynch (MER) sarebbe coinvolto in operazioni con diversi hedge funds che potrebbero avere l’effetto di posticipare, ma non limitare, le perdite legate al business dei mutui. Il titolo e’ arrivato a cedere oltre il 10%, la societa’ potrebbe essere soggetta ad un’investigazione formale da parte della SEC.

La notizia ha avuto l’effetto di trascinare al ribasso, tra gli altri, Goldman Sachs (GS) -4.60%, Bear Stearns (BSC) -4.35%, JP Morgan (JPM) -2.57%, Citigroup (C) -1.25%. Nella seduta precedente una serie di downgrade proprio su quest’ultima banca aveva innescato la forte ondata di Sell sull’azionario che aveva costretto il Dow Jones ad arretrare di oltre 360 punti (-2.6%). Citigroup ha organizzato un meeting di emergenza che si svolgera’ nell’arco del weekend. Il rumor e’ che il CEO Charles Prince sara’ costretto alle dimissioni, anche in questo caso per le perdite nei subprime.

Pesanti vendite anche su Washington Mutual (WM), azienda leader nel comparto del prestito, a causa di un coinvolgimento in errate valutazioni su investimenti immobiliari. Il titolo Barclays (BCS) e’ arretrato di oltre il 5.00% sulle speculazioni di una probabile richiesta d’intervento per il salvataggio di alcuni suoi fondi. Della notizia hanno risentito RBS (-2.50%) e UBS (-2.92%).

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A causa della forte incertezza sui mercati gli operatori hanno assunto un attegiamento difensivo, calibrando gli investimenti su assett meno rischiosi, come ad esempio i bond, oggi ben comprati. Il rendimento sul Treasury a 10 anni (benchmark del comparto) e’ sceso ai minimi di 52 settimane al 4.2910%. In forte progresso anche l’oro. I futures con consegna dicembre sono avanzati di $14.80 a $808.50 all’oncia.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico e’ tornato a guadagnare terreno il petrolio. I futures con consegna dicembre sono avanzati di $2.44 a $95.93 al barile. Sul valutario, l’euro ha continuato a spingersi al rialzo nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.4520.

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