WALL STREET CONTRASTATA TRA DATI MACRO E RETAIL

30 novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

BORSA: NEW YORK; INDUSTRIA FRENA, INDICI IN LIEVE CALO/ANSA

La borsa statunitense è oggi in leggero calo, in una giornata caratterizzata dalla notizia inattesa relativa alla prima contrazione da 42 mesi a questa parte dell’ attività manifatturiera, sulla base dell’ indice dei responsabili per gli acquisti dell’ area di Chicago. L’ indicatore infatti è sceso sotto quota 50,0 che rappresenta lo spartiacque fra espansione e rallentamento, con la conseguenza fra l’ altro di indebolire ulteriormente il dollaro, con l’ euro salito ai nuovi massimi da 20 mesi.

Oltre a questo, il prezzo del petrolio è salito sopra i 63 dollari, con questo gettando ombre sullo shopping di dicembre, in quanto i consumatori avranno meno denaro in più per fare acquisti e così sostenere l’ economia. Il mercato azionario però ha sostanzialmente tenuto le posizioni, nella prospettiva anche di un possibile taglio dei tassi d’ interesse, che sembrava essere venuta meno ieri, in considerazione della revisione al rialzo, +2,2%, del pil relativo al terzo trimestre.

Al tempo stesso sempre oggi il dato sull’ aumento delle richieste di sussidio di disoccupazione, a quota 357mila, è sembrato confermare il rallentamento congiunturale, mentre la dinamica dei prezzi evidenziata dall’ indicatore legato alla spesa personale ha confermato la persistenza di pressioni inflazionistiche. A far le spese di un ristagno possibile dei consumi è stato in particolare l’ indice del comparto delle vendite al dettaglio, sceso dell’ 1,3%.

A novembre le vendite sono aumentate del 2,1%, il ritmo più basso dallo scorso marzo, mentre per novembre-dicembre le previsioni sono state al tempo stesso tagliate ad un +2,5/+3,0%. Wal-Mart, il colosso del settore, perde 53 cents a 46,36 dollari, mentre J.C. Penney è in ribasso di 2,65 dollari, a 76,95. Gap, la maggiore catena nell’ abbigliamento, è in flessione di 38 cents a 18,69 dollari in quanto le vendite sono scese dell’ 8%, più di quanto non ci si aspettasse. Fra i farmaceutici brilla invece Pfizer, che ha annunciato di avere in corso di sperimentazione un’ ampia gamma di prodotti, +2,3% a 27,68 dollari. Il colosso del settore ha rettificato al rialzo le previsioni di utile 2006 a 2,05 dollari per azione dai due dollari precedenti.

Nel comparto dell’ auto, GM perde lo 0,89% a 28,61 dollari dopo che il miliardario Kirk Kerkorian ha ulteriormente assottigliato la sua partecipazione, al livello del 4,95%. GM sempre oggi ha peraltro completato la cessione della consociata GMAC ad alcuni fondi per 7,4 miliardi. Bene va infine il comparto dei costruttori, dopo che gli analisti di Banc of America Securities hanno alzato la valutazione sui titoli. In particolare Toll Brothers guadagna 82 cents a 31,72 dollari, mentre Standard Pacific è in progresso di 1,22 dollari, a 24,48.

Attorno alle 19.00 ora italiana il Dow Jones cede lo 0,32% a 12.188,04 punti, il Nasdaq composite lo 0,06% a 2.430,7 e lo S&P 500 lo 0,07% a 1.398,45.

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