WALL STREET: COMINCIA UNA SETTIMANA CRUCIALE

9 dicembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Le borse hanno chiuso la settimana con un sospiro di sollievo: i dati rassicuranti sul mercato del lavoro negli Usa, assieme all’accordo per congelare le rate sui mutui, oltre al taglio dei tassi in Gran Bretagna e Canada, hanno riportato un po’ di ottimismo fra gli operatori. Ma la settimana che si apre è decisiva: martedì arriverà infatti la decisione della Fed sui tassi d’interesse. E il giorno prima sarà al vaglio dei mercati l’intesa, raggiunta in nottata, fra Bank of America, Citigroup e JPMorgan per il lancio del maxi-fondo di salvataggio per il credito strutturato.

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Per le borse mondiale quella passata è la seconda settimana consecutiva in rialzo, con un netto rimbalzo per le quotazioni di molti titoli bancari. Merito, in larga parte, dell’intesa con le banche annunciata due giorni dal presidente George W. Bush, con cui verranno congelate le rate sui mutui pagate da alcune categorie di risparmiatori, per evitare una valanga di pignoramenti immobiliari. E anche il dollaro si è allontanato dai recenti livelli record, portandosi verso 1,46 sull’euro grazie ai dati sulla disoccupazione negli Usa migliori delle attese: segno che – nonostante i venti di crisi dovuti alla recessione immobiliare e ai mutui ‘subprime’ – i consumi degli americani probabilmente continueranno a sostenere lo shopping natalizio.

Gli ultimi dati sull’andamento del mercato del lavoro, del resto, hanno spinto diversi analisti a sgombrare il campo dall’ipotesi di una recessione su larga scala per l’economia statunitense. Tanto che le aspettative per la riunione di martedì del Fomc, il comitato della Fed che decidere sui tassi, si sono ridimensionate: è scesa (al 24% dal 34% prima dei dati) la probabilità assegnata dai futures ad una sforbiciata dei tassi Usa da mezzo punto percentuale. E la stragrande maggioranza degli analisti, ora, e si aspetta un più prudente taglio dei tassi di un quarto di punto percentuale, anche se c’é chi sottolinea che la Fed – che ha tagliato i tassi di un quarto di punto circa un mese fa – potrebbe riservare sorprese. Resta ancora da vedere, però, con quale reazione le borse accoglieranno questa settimana il ‘SuperSiv’, cioé il maxi-fondo escogitato dalle maggiori banche statunitensi per il salvataggio dei veicoli d’investimento nel credito strutturato. Non mancano gli scettici, come il Financial Times, che ieri ha descritto il progetto come “cattivo quasi quanto i problemi che dovrebbe risolvere”.

Sul fronte dei cambi, il dollaro ha recuperato terreno grazie all’aumentata fiducia nelle prospettive dell’economia americana. Ma molti economisti sono pronti a scommettere che nuovi record potrebbero essere dietro l’angolo per l’euro. In fondo, il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha sottolineato questa settimana che l’istituto dovrà mantenere molto alta la vigilanza contro fiammate inflazionistiche, segno che per un taglio dei tassi in Eurolandia (da molti invocato di fronte al rallentamento economico) potrebbero volerci mesi. Molto dipenderà dall’andamento dei prezzi petroliferi, con il greggio sceso al di sotto dei 90 dollari al barile nonostante la decisione dell’Opec di non aumentare la produzione. I trader di petrolio intravedono già gli effetti del rallentamento dell’economia globale della domanda, e ciò potrebbe calmierare, almeno in parte, il prezzo dell’oro nero. Proprio le preoccupazioni per la crescita globale, del resto, hanno spinto al ribasso le quotazioni di molte materie prime come l’oro, scivolato venerdì dello 0,8% a 796,90 dollari l’oncia.(ANSA).

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