WALL STREET COMINCIA LA SETTIMANA IN RETROMARCIA

3 dicembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver trattato sulla linea di parita’ quasi per l’intera seduta i listini americani si sono spinti in territorio negativo nell’ultima ora di scambi chiudendo la seduta in rosso. Il Dow Jones ha perso lo 0.43% a 13314, l’S&P500 lo 0.59% a 1472, il Nasdaq e’ arretrato dello 0.90% a 2637. Non sono bastate le dichiarazioni del Segretario del Tesoro Usa Henry Paulson sulla crisi del comparto immobiliare per consentire alla borsa americana di estendere il recente rally. Restano intatte molte preoccupazioni sull’outlook economico e sulla tenuta di alcune societa’ del comparto finanziario.

Paulson ha confermato l’impegno del governo di Washington su un piano di rifinanziamento dei prestiti immobiliari a tasso variabile che hanno messo in ginocchio moltissime famiglie americane ed innescato la crisi del credito. ma lo scenario generale e le prospettive sull’andamento dell’economia restano incerti. Il comparto manifatturiero Usa ha mostrato il quinto calo consecutivo nel mese di novembre, con l’indice ISM sceso a 50.8 punti. “La lettura superiore ai 50 punti (espansione dell’attivita’) e’ da considerarsi positiva, ma e’ evidente la fase di rallentamento del comparto” ha affermato Owen Fitzpatrick, capo dell’equity group di Deutsche Bank.

Il presidente della Federal Reserve di Boston, Rosengren, ha inoltre annunciato una crescita economica “ben al di sotto del potenziale” nei prossimi due trimestri ed espresso serie preoccupazioni sulla crisi dei mutui subprime, evidenziando come i pignoramenti potrebbero continuare a crescre nel breve periodo. Le dichiarazioni seguono i commenti della scorsa settimana da parte di importanti membri Fed (Bernanke e Kohn) su un possibile, ulteriore taglio ai tassi d’interesse nel meeting del Fomc del prossimo 11 dicembre. Il rallentamento economico in atto, innescato dalla debolezza del comparto immobiliare e dalla piu’ recente crisi del credito, potrebbe spingere i governatori della Banca Centrale Usa ad operare un abbassamento dei fed funds (che al momento sono al 4.5%) nel tentativo di rilanciare l’attivita’ produttiva Usa.

Per Joe Battipaglia, market strategist di Stifel Nicolaus, indipendentemente dalle mosse della Fed, l’economia e’ posizionata ad entrare in un periodo negativo, ancora non riflesso nell’attuale valutazione del mercato azionario, che potrebbe addirittura subire un deprezzamento del 15% sul rischio di una possibile recessione.

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A livello societario, riflettori puntati sulle operazioni di mergers & aquisitions all’interno del settore tecnologico. La conglomerata francese Vivendi ha annunciato nel weekend la fusione del proprio business dei videogames con il colosso americano Activision (ATVI). La nuova societa’ avra’ il nome di Activision Blizzard. Il titolo, che aveva gia’ guadagnato parecchio nelle ultime due settimane grazie alle forti vendite riportate all’inizio del periodo festivo, e’ schizzato +26% nel preborsa, per poi chiudere con un rialzo del 13%.

In controtendenza il gruppo di brokeraggio online E*Trade (ETFC) a causa del downgrade a Sell di Bank of America che ha anche tagliato le stime sul prezzo obiettivo da $9 a $2. L’azione si e’ deprezzata del 10%.

Tra i titoli del Dow Jones, i maggiori rialzi sono stati realizzati da McDonald’s (MCD), Du Pont (DD), Honeywell (HON) e Intel (INTC). A guidare la strada dei ribassi e’ stata General Motors (GM) che ha riportato un calo delle vendite dell’11% nel mese di novembre contro le stime di -3.6%. Forti vendite anche sulla conglomerata industriale General Electric (GE).

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, il petrolio ha guadagnato terreno nonostante le speculazioni di un aumento della produzione giornaliera da parte dell’Opec. I futures con consegna gennaio sono avanzati di $0.60 a quota $89.37 al barile.

Sul valutario, l’euro ha recuperato terreno nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.4631. L’oro e’ avanzato di $5.60 a $794.70 all’oncia. In ribasso i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.9850% dal 3.9720% di venerdi’.

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