Wall Street, Bond e oro su a braccetto, Goldman Sachs: “non ci sono posti dove nascondersi”

13 marzo 2018, di Daniele Chicca

Azionario, obbligazionario e anche oro stanno crescendo di valore in contemporanea, un fenomeno che ha spinto Goldman Sachs a dichiarare che non ci sono più “posti sicuri dove nascondersi”. Per come si sta evolvendo la situazione macro, dicono dalla banca Usa, la performance divergente dei beni rifugio preoccupa, in quanto rende difficile un’opera di diversificazione.

Questo perché in circolazione non ci sono più beni rifugio, non ci sono più settori dell’azionario e nemmeno asset finanziari in generale che abbiano avuto un coefficiente di rischio più alto rispetto all’indice VIX, e ce ne sono pochi rispetto ai rendimenti dei titoli di Stato a dieci anni (di solito il comparto dei ciclici ha un valore beta più alto dei tassi decennali dei Treasuries Usa).

Chi è in cerca di diversificazione sta facendo molta fatica a trovare strategie efficaci in questo mercato. Mentre la performance dei beni rifugio per eccellenza (oro, yen, franco svizzero, Bond Usa) ha preso direzioni divergenti (vedi grafico sotto), l’indice allargato della Borsa Usa, l’S&P 500, ha raggiunto quota 2.800 per la prima volta dal 2 febbraio, prima del flash crash di un mese fa che ha scombussolato i mercati finanziari. Intanto il dollaro americano si sta indebolendo rispetto alla divisa giapponese e all’euro, attestandosi in area $1,12376.

Con il rialzo dei tassi in arrivo in Usa e con il venire meno delle condizioni economiche favorevoli di “Riccioli d’Oro” – caratterizzate da una crescita sincronizzata progressiva dell’economia mondiale e da un’inflazione tiepida – trovare posti sicuri in cui nascondersi diventa importante, ma continuerà a essere complicato da qui in avanti.

L’impressione è che la gestione attiva del rischio diventerà sempre più importante nei portafogli di investimento.

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