WALL STREET: AVVIO POSITIVO, MERCATO SNOBBA PFIZER

4 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di settimana in rialzo per i listini americani, nonostante le pessime notizie comunicate dal colosso farmaceutico Pfizer. Il Dow Jones guadagna lo 0.26% a 12227, l’S&P500 lo 0.32% a 1401, il Nasdaq e’ in rialzo dello 0.37% a 2426.

Ad offrire supporto in mattinata e’ il ritracciamento del greggio. L’assenza di dati macro sta svolgendo anche un ruolo non indifferente. Dopo aver assistito nella scorsa settimana a ben due letture sull’attivita manifatturiera al di sotto dei 50 punti, gli operatori potrebbero temere un rallentamento dell’economia superiore al previsto.

La giornata odierna sara’ priva di aggiornamenti economici di rilievo, ma nell’arco della settimana saranno disponibili nuovi dati che potrebbero segnalare il corso futuro dei tassi d’interesse. Molto importante sara’ il rapporto occupazionale atteso per la giornata di venerdi’.

Sul fronte societario, ad occupare la scesa in avvio e’ la societa’ farmaceutica Pfizer ([[PFE]]), il cui titolo ha registrato un forte calo sia nelle contrattazioni di Wall Street (-15% circa) che sui mercati europei (-11%), a causa dell’annunciata sospensione dello sviluppo del farmaco chiave dell’azienda, il Torcetrapib (per l’abbassamento del colesterolo), che avrebbe dovuto rimpiazzare il popolare Lipitor al momento della scadenza del brevetto di quest’ultimo (2010).

Il Torcetrapib ha causato diverse vittime e incrementato i problemi cardiaci nei pazienti a cui e’ stato somministrato nel periodo finale degli studi sperimentali. Il Lipitor, il farmaco piu’ venduto al mondo, ha generato nell’ultimo anno ben $13 miliardi dalle vendite e le stime erano addirittura superiori per il successore. Pfizer ha annunciato che effettuera’ numerose piccole acquisizioni per poter risolvere il problema.

A finire sotto i riflettori potrebbe essere anche il comparto finanziario, sulla scia dell’annunciato accordo tra Bank of New York ([[BK]]) e Mellon Financial ([[MEL]]) che dara’ origine ad un colosso da $43 miliardi.

Intanto nel comparto energetico il petrolio sta cedendo parte dei forti guadagni registrati nelle ultime sedute. Nelle prime battute i futures con scadenza gennaio segnano un ribasso di 70 centesimi a $62.73 al barile.

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Sugli altri mercati, sul valutario, l’euro cede parte dei recenti guadagni scendendo a quota 1.3306 contro il dollaro. L’oro guadagna 30 centesimi a $650.90 l’oncia. Pressocche’ invariati i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni si e’ portato al 4.450%.

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