WALL ST: VOLATILITA’ ALLE STELLE, FORTE INCERTEZZA

20 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Un’altra seduta nel segno della volatilita’ a New York. Dopo il buon avvio i listini si sono girati in negativo a meta’ giornata per poi recuperare nel finale. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.40% a 13009, l’S&P500 lo 0.45% a 1439, il Nasdaq ha guadagnato lo 0.13% a 2596.

A tenere banco a Wall Street sono ancora una volta le paure derivanti dal comparto del credito. Il colosso dei mutui ipotecari Freddie Mac (FRE) e’ arretrato di circa -30% dopo aver riportato una perdita trimestrale kolossal di $2 miliardi (o $3.29 per azione). Il titolo non ha mai perso tanto da quando la societa’ e’ quotata. La notizia ha trascinato al ribasso anche la societa’ “sorella” Fannie Mae (FNM), in calo del 25%. Forti vendite anche sulla finanziaria leader dei mutui immobiliari Countrywide Financial (CFC): l’azione e’ arrivata a perdere oltre il 15%. Sul titolo hanno iniziato a circolare ogni sorta di rumors ma la societa’ al momento ha smentito tutte le voci definendole “assolutamente false”.

Pressioni ribassiste sono giunte anche dai dettagli sull’incontro del Fomc (il Federal Open market Committee della Fed) svoltosi lo scorso 31 ottobre in cui fu deciso di abbassare il costo del denaro al 4.50%. Per i governatori della banca centrale americana nei prossimi anni l’inflazione si attestera’ a livelli piuttosto contenuti ma l’economia crescera’ ad un tasso inferiore a quello stimato in precedenza. Le stime per il 2008 sono per un avanzamento dell’attivita’ produttiva compreso in un range di 1.8%-2.5%.

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Con i titoli finanziari sotto continua pressione (previste nuove svalutazioni per le principali banche d’affari Usa) gli investitori sperano che nel prossimo mese la Fed proseguira’ una politica monetaria di tipo accomodante per permettere all’economia di assorbire meglio gli effetti terribili del “credit crunch”. I futures sui fed funds scontano oggi una probabilita’ dell’84% che nel meeting dell’11 dicembre si possa assistere ad un taglio del costo del denaro al 4.25% (al momento e’ al 4.50%).

Ai fini della performance giornaliera a poco e’ servita l’incoraggiante trimestrale di Hewlett-Packard (HPQ). Il colosso informatico ha riportato profitti superiori al consensus e previsto un outlook migliore delle attese per il trimestre in corso. Il fatto aveva ridato una relativa fiducia agli investitori sullo stato di salute dei consumatori proprio in vista dell’inizio dello shopping delle festivita’.

Contenuto anche l’impatto del contrastato dato sul comparto immobiliare. Nel mese di ottobre i nuovi cantieri edili sono sorprendentemente cresciuti del 3%, oltre le attese degli analisti, ma le licenze di costruzione (un indicatore di attivita’ futura) e’ sceso ai peggiori livelli degli ultimi 14 anni. Lunedi’ il dato sulla fiducia dei costruttori si era attestato leggermente sopra le previsioni degli analisti, ma vicino ai minimi storici.

Nel settore retail, vendite sul colosso Target (TGT) che ha annunciato un maxi-piano di buyback del valore di $10 miliardi ma ha riportato utili di 5 centesimi per azione inferiori al consensus nell’ultimo trimestre ($0.56 vs. $0.61). In controtendenza Nordstrom (JWN +11.5%) dopo aver esteso il piano di riacquisto di azioni proprie a $2.5 miliardi e riportato un balzo del 22% dei profitti.

Sugli altri mercati, nuovo record di chiusura del greggio per la prima volta sopra i $98: i futures con consegna dicembre hanno guadagnato $3.39 (+3.6%) a $98.03 dopo essersi spinti fino ad un massimo intraday di $98.30. Il record assoluto resta di $98.62 toccato agli inizi del mese.

Sul valutario, l’euro ha battuto un nuovo record storico per via della continua debolezza del dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ a quota 1.4817. L’oro e’ avanzato di $13.40 a $791.40 all’oncia. In forte rialzo i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.054% dal 4.079% di lunedi’.

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