WALL ST. SEMPRE PIU’ GIU’, SI INTENSIFICANO LE VENDITE

7 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

A meta’ giornata i listini restano ancorati al segno meno, in netto calo. Il Dow Jones arretra dell’1.38% a 13471, l’S&P500 dell’1.52% a 1497, il Nasdaq cede l’1.45% a 2784. L’azionario statunitense continua dunque a viaggiare in deciso ribasso tra i dubbi riguardanti la tenuta dell’economia statunitense e i risultati societari, dopo che General Motors ha annunciato una perdita kolossal nel terzo trimestre di $39 miliardi.

A mettere sotto pressione gli indici anche l’avvicinarsi del prezzo del greggio alla soglia di 100 dollari e il deprezzamento del biglietto verde. Giudicato una “farsa” il rally di ieri tenuto conto proprio dell’ulteriore indebolimento del dollaro e dell’aumento dei prezzi petroliferi.

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Il buon dato sulla produttivita’
del terzo trimestre ha fatto ben poco per arginare le perdite sull’azionario. L’indicatore e’ schizzato del 4.6% nel periodo luglio-settembre, nettamente al di sopra delle attese degli analisti (+3.1%). Note positive sono emerse anche dalla componente dl costo unitario del lavoro, scesa dello 0.2% in controtendenza con le previsioni del mercato. Le scorte di magazzino all’ingrosso sono cresciute in misura superiore alle attese (+0.8% contro +0.1%), quelle di petrolio hanno registrato un nuovo calo, comunque leggermente inferiore alle stime. Dopo essere schizzati oltre la barriera dei $98 al barile, i futures con consegna dicembre hanno ritracciato ed al momento segnano un progresso di appena 11 centesimi a $96.81. In calendario e’ ancora presente l’aggiornamento sul credito al consumo.

In riferimento alla cronaca societaria, in primo piano l’ondata di vendite per la casa di Detroit General Motors (GM), in ribasso del 5.00% circa a causa dell’elevata perdita ($2.88 per azione) riportata nell’ultimo trimestre, corrispondenti a un rosso record nella storia della finanza americana pari a $39 miliardi.). I titoli del settore finanziario continuano a soffrire visibilmente dopo che una ricerca della Fed diffusa ieri ha evidenziato la ridotta possibilita’ di concessione di credito a consumatori e aziende da parte delle grosse banche d’affari colpite dalla crisi dei mutui. Nuove svalutazioni
sono state previste per Morgan Stanley (MS).Subito dopo la chisura delle borse saranno resi noti i risultati trimestrali del colosso delle infrastrutture network Cisco (CSCO) e di News Corp (NWS).

Sul valutario, l’euro continua a spingersi al rialzo a nuovi record nei confronti del dollaro, ora a quota 1.4664. La Casa Bianca non ha rilasciato commenti sulla debolezza del dollaro, dicendo che non parla di “movimenti di valute”, ma ha definito “troppo alti” i prezzi del petrolio. Il portavoce della Casa Bianca, Tony Fratto, ha detto che l’amministrazione “si astiene dal commentare i movimenti delle valute” e ha rinviato le domande al Dipartimento del Tesoro. La portavoce Dana Perino ha invece dichiarato che “i prezzi del petrolio sono troppo alti”.

Il dollaro ha esteso oggi le ampie perdite, scivolando al minimo dei 12 anni contro il franco svizzero e stabilendo nuovi record al ribasso contro euro e nei confronti di un basket di valute.

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti: IT Consulting & Services +3.1%, Gold +1.8%, Coal & Consumable Fuels +1.0%, Internet Retail +0.6%, e Managed Healthcare +0.5%. Tra i piu’ forti ribassi: Thrifts & Mortgages -7.0%, Tires & Rubber -5.2%, Consumer Finance -4.2%, Real Estate Management & Development -3.6%, e Autos -3.6%.

Alle 12.30 E.T. il volume di scambio e’ di 549 milioni di pezzi al NYSE e 908 milioni al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 529 a 2623 al Nyse e 714 a 2132 al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 103 a 232 al NYSE e 26 a 143 al Nasdaq.

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