Verbali mostreranno Fed più aggressiva: quale sarà reazione mercati

11 ottobre 2017, di Daniele Chicca

La Fed si appresta a pubblicare i verbali della riunione di settembre, durante la quale la banca centrale ha annunciato che avrebbe iniziato a ottobre il suo programma di riduzione del bilancio e di normalizzazione delle politiche monetarie. I parametri operativi del piano erano già stati comunicati ai mercati finanziari in anticipo e non sono dunque stati una sorpresa.

I verbali dovrebbero mostrare invece se ci sono state ulteriori discussioni in seno al board della banca centrale riguardanti l’impatto che l’assottigliamento del bilancio ‘monstre’ da 4.500 miliardi di dollari avrà sui mercati e sulle attività della Fed. Da quando nel 2007-2008 è scoppiata la crisi finanziaria, la più grave dagli Anni 30, le banche centrali hanno comprato titoli di stato per un valore complessivo di 14 mila miliardi, di 3 mila miliardi superiore al Pil annuale della Cina.

Questo ha reso compiacenti i mercati e assuefatti gli investitori, tanto da innervosire persino il premio Nobel per l’Economia del 2017 Richard Thaler. Il 72enne professore dell’Università di Chicago ha detto che la volatilità così bassa (“minuscola”) è “sconcertante” e che gli investitori sono “congelati”.

L’inflazione sicuramente è stato uno degli argomenti affrontati durante la riunione del braccio di politica monetaria della Fed del mese scorso. Nella conferenza stampa successiva al meeting, la presidente della Fed Janet Yellen, il cui mandato scade a febbraio 2018, ha detto che quest’anno l’inflazione bassa, nonostante un miglioramento significativo delle condizioni del mercato del lavoro, ha creato una situazione di incertezza per le autorità di politica monetaria.

Alla fine la presidente ha concluso dicendo che i livelli bassi dell’inflazione potrebbero essere un fattore “transitorio” e che pertanto la Fed agirà a prescindere dall’andamento dei prezzi al consumo. “L’inflazione bassa non è durata abbastanza a lungo da negare la necessità di una politica monetaria più aggressiva“, ha fatto sapere la banca centrale.

Secondo gli analisti di Morgan Stanley, le minute di oggi mostreranno una Fed pronta a riprendere il percorso di graduale e progressivo rialzo dei tassi di interesse a dicembre. Per HSBC il fatto che alcuni membri del FOMC abbiano segnalato la loro preferenza a lasciare che l’inflazione si riprenda prima di imporre un’ulteriore stretta monetaria fa sì che un innalzamento del costo del denaro non va dato per scontato al 100%. I mercati ormai lo danno quasi per certo.

Secondo una ricerca di SEB sono due i punti chiave da attendersi dalle minute: l’aspetto più importante è probabilmente legato alla discussione sulle spiegazioni strutturali o temporanee circa la debolezza dell’inflazione e circa la posizione della Fed sull’associazione tra la curva di Phillips, il mercato del lavoro e l’inflazione. I verbali offriranno invece “poche novità sul fronte della politica di normalizzazione del bilancio”, secondo SEB.

I verbali, che spesso sono rivisti prima della loro pubblicazione, faranno dunque un po’ di chiarezza sulle prospettive della terza stretta monetaria quest’anno, anche se alla fine dovrebbero finire per confermare come ora come ora le opinioni su inflazione, stabilità finanziaria e implicazioni delle politiche di rientro dalle misure di stimolo monetario straordinarie adottate negli ultimi nove anni, divergano all’interno del board. Detto questo, Barclays è convinta che dai verbali emergerà che gran parte dei membri del board non è preoccupato dal decremento del tasso di inflazione recente, ritenendolo dovuta a fattori transitori.

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