Veneto Banca e Pop Vicenza: rimborsi solo per bond junior

10 marzo 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Arriva la rettifica in merito ai rimborsi per gli azionisti delle due banche venete, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, da parte dell’Unione europea.

Due giorni fa la commissaria ue alla concorrenza, Margrethe Vestager, aveva reso noto della possibilità che gli azionisti delle due banche venete potessero essere risarciti quando fossero riconosciuti casi di misseling, ossia vendita fraudolenta, ma ora arriva la rettifica sui rimborsi da parte della portavoce della stessa Vestager.

“Ci son diversi modi per le banche di compensare i detentori di obbligazioni bancarie per il danno che hanno subito delle vendite abusive (dei bond) in linea con le regole Ue”.

Tradotto, in sostanza, significa che ora si parla di eventuale risarcimento non di detentori di azioni e obbligazionisti senior, bensì di detentori di obbligazioni junior delle banche in crisi Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

“La responsabilità per correggere casi di vendite abusive (sempre di bond) è dei venditori dei prodotti in questione, ossia le banche”.

L’Unione europea ritorna così sui suoi passi in merito ai rimborsi agli azionisti e alle compensazioni per la perdita di valore delle azioni delle due banche rispetto all’offerta pubblica di transazione ancora in corso e che ha scadenza il 22. Per raggiungere il quorum di efficacia dell’operazione, sabato 11 e il seguente 18 marzo, 100 sportelli delle Popolare di Vicenza in Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Toscana resteranno aperti dalle 9:00 alle 13:00 agevolando così gli azionisti interessati ad aderire.

Finora le adesioni dei vecchi azionisti sono state molto basse: solo il 2,91% per Pop Vicenza e il 34% per Veneto banca. Numeri così bassi che rendono difficile pensare che si possa raggiungere il quorum dell80 per cento entro il 22 marzo. Così, secondo rumor di stampa, i vertici dei due istituti veneti, starebbero valutando di prorogare i termini di adesione alla proposta transattiva e al tempo stesso tagliare la soglia minima da raggiungere al 65-70%. Il tutto per rendere valido l’accordo.

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