Varoufakis: “Germania coinvolta in uno schema Ponzi europeo”

20 giugno 2018, di Alessandra Caparello

MONACO (WSI) – “Volevo una Germania egemonica ed efficiente, non autoritaria e coinvolta in uno schema Ponzi europeo come era nel 2013″. A parlare così è l’ex ministro delle finanze greche Yanis Varoufakis nel corso di un suo intervento al seminario organizzato dal gruppo CESifo tenutosi l’11 giugno scorso presso l’Università Ludwig-Maximilian di Monaco.

“Il 24 luglio 2013 ho pubblicato un articolo su Handelsblatt dal titolo “L’Europa ha bisogno di una Germania egemonica“. In quell’articolo, ancora una volta, avevo sorpreso molti sostenendo che una Germania forte fosse il modo migliore per guidare l’Europa fuori dalle sue difficoltà. La mia critica al governo tedesco e ai suoi atteggiamenti nei confronti della zona euro in generale e della Grecia in particolare, non era che Berlino non pagasse abbastanza, ma che, in un certo senso, pagasse troppo, nel senso che sprecasse i soldi del popolo tedesco per perpetuare quello che ho definito un gigantesco esercizio di occultamento di bancarotta fraudolenta“.

L’ex ministro del governo Tspiras sottolinea la ragione per cui diede le dimissioni rifiutandosi di firmare il terzo salvataggio di Atene.

“La ragione per cui ho rassegnato le dimissioni è semplice: Mi rifiutavo di firmare il terzo salvataggio, di prendere più dei vostri soldi, perché ero convinto che, quando si è in bancarotta non si ha il diritto di prendere in prestito di più. Che cosa avremmo dovuto fare? Dichiarare fallimento, riformare il paese e andare avanti. Che cosa è successo invece? A poche settimane dalle mie dimissioni, la cancelliere Merkel, il Presidente Tsipras e altri hanno concordato un altro prestito di 85 miliardi di euro allo Stato greco. Quel giorno mi sono alzato al parlamento greco per denunciare questo fatto come un altro prestito prorogato – un’altra montagna di denaro concessa allo Stato greco in fallimento per fingere ancora per qualche anno di ripagare i debiti – e concesso a condizioni che garantiscano che l’economia e la società greche continueranno a ridursi, che il debito non sarà rimborsato e che l’Europa continuerà a ripetere gli stessi errori in Italia, un paese i cui debiti pubblici e le cui perdite bancarie sono semplicemente troppo grandi per essere sostenuti dalla Germania e da altri paesi attraverso prestiti di salvataggio simili a quelli greci”.

Qui Varoufakis parla anche dell’Italia che come la Grecia è stata governata per decenni da una oligarchia corrotta e che ora si è affidata ai populisti.

“La differenza fondamentale, onorevoli colleghi, tra questo governo italiano e quello greco in cui ho prestato servizio è che eravamo europeisti impegnati – non volevamo lasciare l’euro anche se dovevamo realisticamente considerare una Grexit – soprattutto se costantemente minacciati dai creditori. I protagonisti del nuovo governo italiano, tuttavia, sognano di minacciare un’Italexit, un fatto che garantisce uno scontro di gigantesca enormità con Berlino, Bruxelles e Francoforte”.

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