Varoufakis: con Trump boom deficit e rischio austerity Usa

17 febbraio 2017, di Alberto Battaglia

Ben vengano gli investimenti infrastrutturali negli Stati Uniti, ma accoppiarli a un massiccio taglio fiscale è un grosso ed incoerente azzardo. E’ questa l’opinione dell’ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, sulle politiche economiche preannunciate dal presidente americano, Donald Trump.

“La mia grande preoccupazione su Donald Trump”, dice a Bloomberg un Varoufakis pronto a dare il “beneficio del dubbio” a un uomo che definisce esterno all’establishment, “è che i suoi pronunciamenti economici non si saldano assieme”. Il piano di spesa di mille miliardi di dollari manca di coperture finanziarie “e condurrà al decollo del deficit se avranno successo tutti i tagli di tasse che Trump intende portare avanti”.

Lo scenario prefigurato da Varoufakis è dunque quello di una sovrabbondanza di offerta di titoli di stato americani, in un contesto nel quale la Cina potrebbe decidere di ridurre il peso dei Treasuries nel portafoglio.

Il tutto avrebbe come risultato un aumento dei tassi d’interesse sui T-bond che renderebbe ancora più dispendioso perseguire le politiche economiche del magnate.

Dal punto di vista di Varoufakis, ministro di un governo Tsipras salito al potere in Grecia con la promessa di mettere fine all’austerità, il piano di investimenti pubblici dovrebbe essere, si presume, finanziato attraverso una tassazione più severa verso le fasce più abbienti della popolazione.

Il punto d’arrivo finale delle politiche di Trump, secondo l’economista ellenico, sarebbe invece quello di un ritorno all’austerità anche negli Stati Uniti, se davvero i Treasuries dovessero scontare l’esuberanza di una politica economica che spende, rimuove tasse e rinfocola l’inflazione.

“Sarebbe l’ultima cosa di cui ha bisogno il capitalismo globale”,  ha concluso Varoufakis.

 

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