Usa verso terzo shutdown dalla presidenza Trump, deficit alle stelle

14 dicembre 2018, di Mariangela Tessa

Il governo federale degli Stati Uniti si sta avvicinando pericolosamente alla suo terzo shutdown da quando il presidente Donald Trump è entrato in carica. E l’inquilino della casa Bianca, Trump, stando alle ultime notizie, non sembra preoccupato. Anzi, solo due giorni fa, durante un incontro con i democratici, ha minacciato il blocco di tutte le attività governative non essenziali, se non si dovesse trovare un accordo per costruire il muro col Messico.

L’anno fiscale federale è iniziato il primo ottobre, ma dal momento che il Congresso non ha finanziato tutti i dipartimenti e le agenzie, i legislatori hanno approvato una legge di finanziamento a breve termine a fine settembre per dare loro il tempo di finire il lavoro. La legge a breve termine è scaduta a mezzanotte il 7 dicembre, ma dopo la morte dell’ex presidente Bush – che ha portato a una giornata nazionale di lutto e funerali di stato – il Congresso e Trump hanno concordato di estendere la scadenza al 21 dicembre.

Se i legislatori non approveranno una nuova legge di rifinanziamento  prima di quel giorno, alcune agenzie governative non avranno più i finanziamenti necessari per continuare a operare e saranno costrette a chiudere i battenti.

Ciò lascia al Congresso poche opzioni: passare tutti e sette i conti di spesa restanti entro la prossima settimana, che è un compito arduo. Approvare un’altra legge di spesa a breve termine per acquistare più tempo.

Tutto questo succede mentre il deficit federale ha aggiornato un nuovo livello record a novembre, pari a quasi 205 miliardi di dollari. Il peggioramento del dato è dovuto a un calendario diverso di determinati pagamenti, senza i quali il deficit sarebbe cresciuto di 20 miliardi e non di 66,4 miliardi rispetto al buco registrato nello stesso mese del 2017.

Come spiegato dal Tesoro Usa, il primo dicembre è stato un sabato, quindi i pagamenti che sarebbero coincisi con quel giorno sono stati anticipati al 30 novembre.

Nei primi due mesi dell’anno fiscale 2019, il deficit è arrivato a quota 305,4 miliardi di dollari, il 51,4% in più sullo stesso periodo dello scorso anno. Nei due mesi, le entrate nelle casse federali sono salite solo del 3%, complici i tagli delle aliquote fiscali per persone e aziende; i dazi imposti dall’amministrazione Trump hanno tuttavia controbilanciato in parte il taglio delle tasse.

Nei 12 mesi finiti a novembre, il deficit è stato pari a 882,6 miliardi di dollari, pari al 4,3% del Pil. Bisogna tornare al maggio 2013 per avere un deficit/Pil di quel valore percentuale. Si stima che nell’anno fiscale in corso, il deficit federale raggiunga i mille miliardi di dollari.

 

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