Usa si ritirano dal trattato nucleare sui missili con la Russia

26 novembre 2018, di Alessandra Caparello

Gli Stati Uniti si ritirano dal trattato nucleare sulla liquidazione dei missili a medio e corto raggio con la Russia. Il Trattato sulle forze nucleari intermedie (INF) fu sottoscritto nel 1987 dagli Stati Uniti e dall’Unione sovietica all’epoca rappresentati da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov e fu un punto di partenza importante per la fine della guerra fredda.

Grazie all’accordo difatti furono distrutti 2.692 missili, 846 americani e 1.846 russi. Ad ottobre l’annuncio del presidente Trump del ritiro che ha spiazzato Mosca.

“Finché qualcuno viola questo accordo, non saremo gli unici a rispettarlo (…) La Russia non ha aderito all’accordo, quindi concluderemo l’accordo (…) La Russia ha violato l’accordo, lo violano da molti anni, non so perché il presidente (BarackObama non ha negoziato o ritirato, e non lasceremo che violino un accordo nucleare e uscire e fare armi (mentre) non ci è permesso”.

Così il presidente senza però andare nei dettagli sul perché della decisione di ritiro. Gli esperti hanno così iniziato a chiedersi che cosa avesse scatenato questa decisione alla luce del fatto che Washington non ha disposto alcun missile intermedio di base da dispiegare. La spèiegazione potrebbe arrivare dal fatto che la Marina statunitense avrebbe istituito un progetto all’interno dei suoi Programmi di Sistemi Strategici (SSP) per affrontare il Prompt Global Strike  (PGS), la piattaforma di sistemi d’arma convenzionali che gli Stati Uniti stanno sviluppando a livello globale come risposta ad ogni possibile minaccia non nucleare da parte di un Paese ostile. Il Prompt Global Strike è un progetto militare strategico che permetterebbe di colpire con armi convenzionali di estrema precisione un bersaglio posto ovunque nel mondo in un tempo inferiore ad uno ora.

Secondo il direttore del SSP, il vice amministratore Johnny Wolfe, che ha parlato questo mese al simposio annuale Naval Submarine League:

Abbiamo un programma, siamo finanziati e stiamo andando avanti con questa capacità, che sarà enorme per consentire alla nostra Marina di continuare ad avere l’accesso di cui ha bisogno, sia che sia da sottomarini o da navi di superficie”.

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