Usa: JpMorgan e Aig indagate su bond

27 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il dipartimento della Giustizia statunitense avvia un’indagine penale e antitrust, la più ampia mai effettuata, sul mercato dei bond emessi dalle amministrazioni locali, che muove 2.300 miliardi di dollari. L’indagine coinvolge tra le altre banche anche JpMorgan Chase & co., American International Group Inc. e i loro advisor, che hanno ricavato commissioni per 12 milioni di dollari, ad esempio, da un collocamento obbligazionario da 220 milioni di dollari, effettuato nel 1999 in Florida, che doveva finanziare migliorie alle abitazioni popolari. Di quella somma, neppure una piccola parte fu mai utilizzata per le case popolari. Invece, i proventi del collocamento rimasero immobilizzati per quattro anni in un cosiddetto contratto d’investimento garantito, procurando profitti ai partner della banca. “Avrebbero dovuto fare la cosa giusta, e invece quelle somme non sono mai arrivate nelle mani di chi ne aveva diritto”, commenta Lucy Morris, ottantacinquenne insegnante in pensione, a Pensacola, in Florida, che si attendeva appunto un aiuto da quel collocamento per sistemare la sua abitazione di due stanze. L’indagine avviata dal dipartimento di Giustizia verte proprio sulle modalità con cui vengono assegnati quei contratti d’investimento garantiti. L’Internal revenue service, vale a dire il fisco Usa, è già giunto alla conclusione che una settantina di emissioni non hanno servito gli scopi di pubblica utilità cui erano destinate. I bond furono collocati in modo da consentire alle società finanziare di rastrellare milioni di dollari in commissioni e in plusvalenze, affermava a settembre Charlie Anderson, responsabile operativo della divisione obbligazioni esentasse dell’Irs. Nel corso dell’ultimo decennio, le amministrazioni locali hanno emesso obbligazioni di questo tipo per complessivi 7 miliardi di dollari.

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