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Usa, Clinton accetta la nomination: “Siamo alla resa dei conti”

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PHILADELPHIA (WSI) – “L’America è ancora una volta davanti alla resa dei conti. Forze potenti minacciano di distruggerci”. Queste le parole che l’ex segretario di Stato, Hillary Clinton ha pronunciato sul palco di Filadelfia nella serata conclusiva della Convention democratica in cui la Clinton ha accettato la candidatura ufficiale del partito per  la corsa alla Casa Bianca.

E le parole della Clinton confermano le caratteristiche riconosciutele da anni di essere “il falco progressista”, la fautrice di una politica interna riformistica in tema di diritti delle donne, sanità e integrazione razziale.

“L’America è ancora una volta davanti alla resa dei conti. Forze potenti minacciano di distruggerci. Legami di fiducia e rispetto sono sempre più fragili. E come avvenne già per i nostri padri fondatori, non c’è garanzia di futuro”.

Pesante l’accusa che la Clinton fa al suo avversario, Donald Trump, dipinto come un demagogo, “un’insultante collezione di cliché e di retorica riciclata”.

“Invece di riconoscere il lavoro di medici, agenti di polizia, insegnanti, lavoratori, dice “Fidatemi di me. Metterò tutto a posto io”. Ma gli americani non dicono: “metto a posto tutto io”. Dicono: “mettiamo a posto le cose insieme”.

Tanti i temi affrontati dalla Clinton nel suo discorso. In merito all’attuale situazione economica degli Stati Uniti  – “ So che alcuni di voi sono furiosi e avete ragione. Stiamo ancora affrontando problemi che si sono sviluppati molto prima della recessione e che sono rimasti nonostante la ripresa” –  la candidata democratica ha detto che nei suoi primi cento giorni come presidente degli Stati Uniti, vuole lavorare con il Congresso per far passare il più importante piano di investimenti sul lavoro dalla seconda guerra mondiale.

E sull’Isis e la lotta al terrorismo non v’è dubbio: la Clinton vuole ridare all’America il ruolo da interventista, forte militarmente e “guardiana del mondo”.

“Chiunque legga oggi le notizie può capire le minacce e le difficoltà che ci stanno davanti. Da Bagdad a Kabul, da Nizza e Parigi a Bruxelles, da San Bernardino a Orlando, abbiamo a che fare con nemici determinati che devono essere sconfitti (…) Sconfiggeremo l’Isis colpendo i loro santuari con attacchi aerei”.