Unesco, arte della pizza napoletana patrimonio dell’umanità

7 dicembre 2017, di Alberto Battaglia

Fra numerosi patrimoni Unesco già riconosciuti al nostro Paese, da oggi se ne aggiungerà uno fra i più singolari: “l’arte del pizzaiuolo napoletano”. Lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina via Twitter. “Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo”.

Il riconoscimento, votato all’unanimità dal Comitato del governo dell’Unesco, è stato assegnato dopo 8 anni di negoziati internazionali.

“Il sapere culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da ‘palcoscenico’ durante il processo di produzione della pizza”, ha scritto fra le motivazioni l’Unesco, aggiungendo che questa ritualità comporta il fatto che “per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale”.

Anche l’ex premier Matteo Renzi ha commentato con orgoglio il traguardo, sul suo profilo Facebook: “l’arte del pizzaiolo napoletano riconosciuta come patrimonio Unesco è un simbolo bellissimo di quello che l’Italia è stata. Ma è simbolo anche di ciò che dovremo essere. La cura per la tradizione, la passione per il cibo, la capacità di farsi rappresentare all’estero dai nostri prodotti sono elementi essenziali del nostro futuro”.

Per uno dei tanti “pizzaiuoli” in festa per la decisione Unesco questo risultato “potrebbe essere la possibilità per far capire agli stranieri come la pizza è fatta: senza nutella o ananas”, ha dichiarato al New York Times.

Non è una novità per l’Unesco riconoscere come patrimonio dell’umanità alcune tradizioni culinarie: ne facevano già parte, ad esempio, il caffè alla turca e il pane di zenzero croato.

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