«UN’OPA SU RCS O QUI LA SINISTRA SI PRENDE TUTTO»

6 agosto 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – La mezzanotte del 12 luglio è passata da una manciata di minuti. Al tavolo di un ristorante di Valeggio sul Mincio Emilio Gnutti, seduto con il premier Berlusconi, telefona a sua moglie e esulta: “Il governatore ha firmato un minuto fa e Berlusconi ha parlato in diretta con Fiorani”.

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Pochi minuti prima era stato lo stesso Gnutti a dire a Fiorani: “Ho sentito il presidente commosso della cosa, gli ho detto che andremo avanti con Rcs e che ci deve dare una mano”. È la notte del “bacio in fronte” di Gianpiero Fiorani al governatore Fazio, che ha appena messo la firma per l’Opas della Bpi su Antonveneta. Chiuso il telefono con il governatore, Fiorani chiama Gnutti, gli racconta dell’ok tanto atteso, parla con il premier. Poi si fa ripassare al telefono Gnutti e gli suggerisce: “Digli di chiamare il number one”. La nota a lato traduce: il Governatore.
Sono un migliaio le pagine di intercettazioni in cui si snoda e ricompone la storia dell’inchiesta Antonveneta. I brogliacci, così si chiamano, in gergo, le trascrizioni delle ore e ore di conversazioni fatte dai finanzieri, letti per la prima volta nella loro versione integrale raccontano gli intrecci di potere, soldi e amicizia tra i protagonisti delle tre scalate – Antonveneta, Rcs e Bnl – operazioni spregiudicate, futuri progetti, rivincite su vecchi e nuovi nemici. Nervosismi sempre meno contenuti verso la Consob. Lo stesso governatore Fazio che dice al figlio: “È un attacco mediatico privo di fondamento”.
Ma anche donne, Ferrari fatte su misura, collier di brillanti, vacanze programmate per questo agosto, e in parte saltate, guardie del corpo sotto casa. La fiducia, non illimitata, nella sobrietà di spesa della neo signora Ricucci da parte del marito. E poi i rapporti spregiudicati con i giornali e i giornalisti, le conversazioni con gli onorevoli (tutte coperte da omissis), i giudizi taglienti su tutto e su tutti. Caltagirone, Montezemolo, sullo stesso Fazio, “che si crede intoccabile”, dice Fiorani. Starlette e attori che chiamano per una “segnalazione”, per chiedere piccoli favori a chi tanto può. Sono i “furbetti del quartierino” che, inconsapevoli fin quasi alla fine di essere ascoltati, si scambiano centinaia di telefonate e sms. Di giorno, ma spesso anche di notte, al termine di lunghissime riunioni operative tra Roma, Lodi, Milano o di serate nei ristoranti e nei night. Non tutte le conversazioni, per motivi di privacy, possono essere riportate, ma il quadro che emerge dalla lettura di queste carte è comunque piuttosto dettagliato.
Ci sono tutti, nelle trascrizioni delle intercettazioni fatte dalla Guardia di Finanza. Anche quando cambiano scheda telefonica pensando si stare più tranquilli e in poco tempo sono invece già di nuovo sotto ascolto. C’è Ricucci che, parlando di Rcs, dice: “Siamo arrivati al venti per cento, puntiamo al ventinove. Poi lanceremo una Opa con la Magiste International, che è la capogruppo”. E con Ubaldo Livolsi (consigliere Fininvest) e Alejandro Agag, già segretario generale del Ppe e genero dell’ex premier spagnolo Josè Maria Aznar, che mette a punto un’alleanza con un misterioso gruppo straniero per conquistare il Corriere della Sera. Ci sono Fiorani e Gnutti, che si scambiano telefonate frenetiche sul da farsi, soprattutto man mano che filtrano le prime notizie delle inchieste e arrivano i primi avvisi di garanzia. C’è la signora vera protagonista dell’affaire, Cristina Rosati, la moglie del governatore. Chiama, consiglia, gestisce, sgrida. Si nega per ripicca a chi potrebbe tradire la fiducia del marito, come Geronzi. C’è il “braccio destro” (come viene definito dal giudice per le indagini preliminari, Clementina Forleo) di Fiorani, Gianfranco Boni, manager e funzionari.

ENTRA IN SCENA SILVIO BERLUSCONI
È la sera, anzi, la notte del 12 luglio 2005, quando nell’affaire Antonveneta-Rcs irrompe anche il nome di Silvio Berlusconi. Sul brogliaccio è scritto: “Chiamante, Gianpiero Fiorani”, “Ricevente, Emilio Gnutti”. Sono passati pochi minuti dopo il via libera di Bankitalia all’Opa della Banca Popolare Italiana su Antonveneta.

Stefano Ricucci Fiorani: “Ho sentito il Presidente (Berlusconi, nota a lato) commosso della cosa… “.
Gnutti: “Gli ho detto che andremo avanti con Rcs e che ci deve dare una mano”.
Fiorani: “Digli di chiamare il Number One (il Governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, nota a lato).
Gnutti: “Gli ho detto (a Berlusconi) che se non ci dà una mano la sinistra prende tutto!”.
Fiorani: “Ne parleremo domani a voce… la sinistra in questo momento ci ha appoggiati più di quanto abbia fatto il Governatore”.
Passano pochi minuti e da un altro telefono controllato parte una telefonata segnalata come “rilevante” nel brogliaccio.
12 luglio 2005, ore 00,29
Emilio Gnutti chiama la moglie Ornella.
Gnutti: “Ciao, sono a cena con Berlusconi, Lonati e c’è anche altra gente. Il Governatore ha firmato un minuto fa il via libera e Berlusconi ha parlato in diretta al telefono in diretta con Fiorani”.
12 luglio 2005, ore 1,02
Gnutti chiama Gianpiero Fiorani.
Gnutti: “È vero o sto sognando?”
Fiorani: “È vero. Perché o sono grandi imitatori che riescono a imitare la voce (quella di Fazio, ndr.) altrimenti questo film ha funzionato veramente bene. Ha chiamato anche… i miei amici legali sono in conference call ma sanno che tutti coloro che hanno il piacere di… potranno dire che quel giorno c’erano anche loro e lo racconteranno ai loro figli”. Poi chiama un altro interlocutore, Ivano, non identificato con certezza.
Gnutti: “Mi ha chiamato Stefano Ricucci ha detto che non lo fa perché non ha sentito gli altri appena gli danno il via lo farà”.
Ivano: “Gli ho parlato ieri era informato”.
Gnutti: “Stanotte mi è arrivata l’autorizzazione”
Ivano: “Parli di Lodi? Berlusconi ho detto che con buona probabilità andrà in appoggio anche di là, perché mi pare corretto e giusto. Berlusconi mi ha detto che faccio bene. Ieri Caltagirone, che ha visto Berlusconi, ma soprattutto ha visto Letta ieri l’altro aveva riferito che c’era un po’ di preoccupazione”.
Gnutti: “Non c’è assolutamente preoccupazione. Ho detto a Berlusconi che a loro interessava molto appoggiare Gianpiero perché dall’altra parte stanno facendo quell’altra. Per cui, per una questione di equilibrio si fa una per una, quindi vado in appoggio anche di là. Berlusconi mi ha risposto che faccio bene”.
18 luglio ore 20.39
Gianpiero Fiorani irritato per l’atteggiamento della Consob chiamata Emilio Gnutti.
Emilio Gnutti: “A questo punto penso sia necessario chiamare Berlusconi”.

GLI SPAGNOLI E LA SCALATA RCS
Nelle conversazioni di Ricucci s’intravede il piano per la conquista del Corriere della Sera, su cui, come Ricucci ammette esplicitamente, Magiste salirà al 29% e poi lancerà l’Opa, confidando nel fatto che alcuni soci del patto di sindacato (Romiti, Lucchini, Ligresti e Bertazzoni) aderiscano. Chi è il socio occulto dell’immobiliarista romano? Aldo Livolsi, consigliere finanziario di Berlusconi, presente nel cda Fininvest, tiene i contatti con Alejandro Agag. Il quale rappresenta gli interessi di un misterioso gruppo straniero pronto ad affiancarsi a Ricucci (con cui si discute perfino il prezzo d’Opa) per poi procedere alla divisione del gruppo editoriale. Gli incontri si svolgono a Roma, Parigi e Londra. Ecco la trama.

IL CORTEGGIAMENTO RICUCCI-LIGRESTI
29 giugno, ore 16.10.
Recita il brogliaccio: “Ricucci chiama Paolo (probabilmente Ligresti, figlio di Salvatore)”.
Ricucci scherza: “Tuo padre mi snobba, perché ha fatto una dichiarazione in cui dice di non conoscermi”.
Stefano – prosegue il brogliaccio – vuol parlare di Rcs, ma Paolo dice che di queste cose deve parlare con il padre, anzi è addirittura meglio parlarne con Jonella (la sorella).

RICUCCI: “ARRIVO AL 29
POI LANCIO L’OPA”
29 giugno, ore 19.15.
Un giornalista chiama Ricucci, che risponde a una domanda su Rcs. “Siamo arrivati al 20%, punto al 29 e poi lancerò un’Opa con la Magiste International che è la capogruppo. Questa è la mia posizione”.
29 giugno, ore 23.30.
Chiama un giornalista. Ricucci gli ribadisce di voler fare l’Opa su Rcs.
Giornalista: “Non te le daranno mai (le azioni, ndr)”.
Ricucci: “Si vedrà. Il mio advisor sono tre banche americane che stanno predisponendo anche la fidejussione. Sono più determinato che mai e ci riuscirò perché Lucchini, Bertazzoni, Romiti Ligresti e altri mi daranno le loro quote. E dalla Rcs devono uscire la Fiat e Della Valle”.
30 giugno, ore 13.59.
Ricucci chiama un giornalista.
Ricucci: “Ieri ho superato il 20% del Corriere della Sera, stasera a Borsa chiusa lo comunicherò alla Consob. Il mio obiettivo è arrivare al 29% entro al massimo un mese. Poi proporrò un aumento di capitale agli altri soci e presenterò il mio gruppo e il piano industriale e continuo ad acquistare azioni prima di lanciare l’Opa”. Lo stesso giorno Ricucci parla con un uomo non identificato. “Guido Rossi ha chiamato Irti dicendogli che hanno scritto che solo alcuni soci del patto gli hanno dato l’incarico e invece sono tutti”.
1 luglio, ore 9.12.
Ricucci chiama Salini, dirigente della Consob, che lo richiama poco dopo. Ricucci si lamenta di un giornalista di Repubblica “che dice cose non vere nei miei confronti”. Lo stesso giorno chiama un certo Gigi e Ricucci gli parla di Fiorani.
Ricucci: “Gli stiamo dando una grossa mano perché lo merita, è impegnato su tutti e tre i fronti, Antonveneta, Bnl e Rcs”.
Gigi: “È importante che si muova la cosa che più sta a cuore a noi… Devo dire che Gianpiero ha conservato la lucidità di fondo anche se è quello che più è stato massacrato”. Nel pomeriggio luglio, ore 16.43, Stefano Ricucci chiama “zio Romi”: “Sei riuscito a parlargli?” Risposta: “Ancora no, c’è il Consiglio dei ministri”.

LA GOMMA BUCATA
E L’ANSIA DELLA FALCHI
1 luglio, ore 20.55.
Anna Falchi chiama Ricucci. “A Sauro (fratello della Falchi, ndr) gli è scoppiata la gomma… dicono che c’era qualcosa che non andava in quella gomma… potrebbe essere un attentato”.
2 luglio, ore 14.50.
Un uomo non identificato chiama Ricucci, e parlano di Mps. Ricucci: “A settembre per scuotere un po’ la situazione comprerò un 5%, ne ho parlato anche con Franco (Caltagirone) e Chicco (Gnutti)”.
5 luglio, ore 19.49.
“Zio Romi” per Stefano.
Ricucci: “Sto ancora aspettando che il Presidente mi riceva… “
Zio Romi: “Ho riferito a Livolsi di chiamarlo per le 20 di questa sera”.
Ricucci: “Sì, ma non posso aspettare 7 giorni per potergli dire una cosa… “.
Zio Romi: “Il presidente deve stare attento, perché Roma non è la Sardegna”.
Ricucci: “Devi intervenire, se no non c’è via d’uscita. È importante che sia io a incontrarmi col Presidente, devo dirgli delle cose importanti che neppure Livolsi conosce”.
8 luglio, ore 0.11.
Ricucci chiama un uomo non identificato: “Hai parlato con quelli?”. “Non stanno a perdere tempo”.
Ricucci: “Anche Salvatore (Ligresti? ndr) mi dà una mano”.

MONTEZEMOLO, GERONZI
E LA PROCURA DI BRESCIA
13 luglio, ore 12.51.
Ricucci chiama Gnutti: “È uscito una articolo in cui si dice che sono nel mirino della Procura di Brescia, sicuramente è tutto montato da Montezemolo e Geronzi”.
14 luglio, 19.56.
Caltagirone chiama Ricucci, che ha appena annunciato la riduzione della sua quota Rcs dal 20% al 18%.
Caltagirone: “Stai vendendo?”.
Ricucci: “Bisogna anche vendere… tutti pensano che Ricucci incassi da Bnl e Antonveneta e quindi compri Rcs e invece fa il contrario e poi compro un altro 4%… faccio quello che mi pare… Della Valle e Banca Intesa stanno comprando e pagano 6 euro. Devono capire che io controllo il 40% del mercato con il 20% perché sono libero, rispetto le regole, questa è la mia strategia”.
15 luglio, ore 13.33.
La segretaria chiama Ricucci e gli passa Toragno del Bilbao. Ricucci: “L’offerta di Unipol è migliore del Bbva ma se fate un’offerta migliore noi possiamo vendere a voi”. Toragno gli chiede se escono tutti, Ricucci risponde: “Non so se resteremo ancora con una piccola quota oltre alla nostra presenza in consiglio. Possiamo accettare anche una vostra offerta se fosse più alta”. Toragno: “Non è possibile”.
15 luglio, ore 19.51.
Piergiorgio Romiti chiama Ricucci e concordano di incontrarsi la settimana successiva.
17 luglio, ore 19.02.
Aldo (Livolsi? ndr) chiama Stefano.
Ricucci gli dice: “Ho parlato con Alejandro (probabilmente Agag, ndr) ed è andata molto bene, gli ho detto che vorremmo chiuderla subito e tra mercoledì e giovedì vedersi o a Roma o a Parigi. Alejandro parlerà tra oggi e lunedì con chi sai tu. Gli ho detto anche che abbiamo il 24% e dovremmo acquistare ancora un 30% per arrivare almeno al 51%”.
Aldo: “L’importante è che risulti un’operazione fatta assieme in modo che risulti sia il socio industriale che quello finanziario”.
18 luglio, ore 13.51.
Arnaldo Borghesi (Lazard Italia) chiama Ricucci il quale lo informa che hanno venduto tutto su Bnl. Borghesi: “È un passaggio fondamentale per la vicenda Rcs”.
19 luglio, ore 9.51.
Livolsi: “Ho parlato con Alejandro ed era felice perché l’incontro a Parigi è andato bene. Alejandro mi ha chiesto una mano per dimostrare che il valore a cui volete lanciare sta in piedi in quanto gli altri pensano che sia troppo alto. Loro stanno lavorando ad una sorta di break-up”.
Ricucci: “Io penso che Rcs non valga meno di 8 euro, 8,40″.
19 luglio, ore 10.15
Ricucci chiama Angelo Rovati: “Profumo sta prendendo posizione contro di me, ieri ho ricevuto una sua lettera nella quale richiede i fidi, perché non vuole prestarsi alle mie operazioni di grande livello”.
19 luglio, ore 10.26. Ricucci chiama un certo Claudio: “Conosci bene Profumo? Ho ricevuto una lettera da Unicredit che intima alla mia azienda di rientrare nell’affidamento. Sono dispiaciuto più per il principio che per i soldi”. Lo stesso giorno Claudio richiama Stefano: “Ho parlato con Profumo, mi ha detto che dovrebbe essere una conseguenza dell’ordine che lui ha impartito a tutti, cioè di ridurre tutta l’esposizione soprattutto sull’immobiliare. Gli ho proposto l’incontro ma Profumo ha rifiutato, sei troppo nell’occhio del ciclone”. A sera Ricucci chiama Livolsi.
Livolsi: “Ho parlato con Alejandro, mi ha riferito che avrebbero fissato l’incontro per mercoledì prossimo a Parigi. Alejandro Agag viene domani sera a Roma, si potrebbe fare un incontro”.

PRODI, FASSINO &CO.
IL RAIDER E LA POLITICA
21 luglio, ore 14.41.
Ricucci parla con Giancarlo Leone. Leone: “Stefano, godi dell’amicizia di molti, anche di più di quanto ci si può aspettare”. Stefano: “Ho incontrato Prodi, Fassino, D’Alema e Berlusconi e ho rappresentato a loro i miei piani e le mie intenzioni su Rcs, così come ho fatto con Banca d’Italia e Consob”.
22 luglio, ore 19.29.
Alejandro chiama Stefano: “Cosa fai stasera? Io vado a cena da Roberto Cavalli e domani vado dal Cavaliere”.
22 luglio, ore 20.50.
Flavio Briatore chiama Ricucci. “Vorrei darti una mano con Rcs. Sto organizzando una cena. Vieni? Ci sarà Aznar e inviterà anche il Cavaliere e Galliani”.

GLI ULTIMI COLPI
DELLA PROCURA
6 luglio ore 22.53
Cristina Rosati chiama Tonino (Fazio) e gli dice che ha chiamato Ivo (Tarolli) e ha detto: “Tutto è stato approvato come lui aveva detto e anche di più”.
Cristina gli chiede: “Sei sicuro che vada tutto bene? Sono arrivati segnali tanto negativi”.
14 luglio ore 19.25.02
La Guardia di Finanza registra una lunga conversazione tra Cristina Rosati e il marito. Il quale non sembra particolarmente preoccupato dell’incalzare delle indagini della magistratura.
Rosati: “Tonino come va?”
Fazio: “Eh… i magistrati stanno andando ancora avanti, si stanno sparando gli ultimi colpi… “.
27 luglio ore 09.37.03
Fazio al figlio Giovanni: “Stai tranquillo che si sgonfierà tutto. Il giudice è stato scorretto a fare quel sequestro dubbio”. Giovanni: “E tutto quelle notizie uscite fuori?”. Fazio: “È un attacco mediatico privo di fondamento”.
20 luglio ore 21.55.09
Dottore: “Stamattina ho visto il governatore, Ricucci e Caltagirone di ottimo umore”.
Fiorani: “Hanno ragione, di soldi ne hanno fatti tanti e il primo ha avuto una giornata epocale”. dottore: “Fazio mi ha detto di averti fatto un trattamento di sfavore, ma è stato costretto, l’ha dovuto fare”.

LE ANGOSCE TELEFONICHE
DI DONNA CRISTINA
16 luglio ore 12.30.39
Rosati a un’amica: “Stiamo attenti, è meglio parlarsi a voce e non al telefono”.
18 luglio ore 12.29.07
Fiorani a Cristina: “Mi è venuto in mente di portarti un novo apparecchio telefonico perché il mio non lo uso più, adesso usa questo numero interno”.
18 luglio ore 00.02.53
Fiorani a Cristina:
“Domani ti porto il nuovo apparecchio telefonico”.
1 luglio ore 08.13
La moglie gli dice di un’Audi bianca sempre sotto casa che sembra controllarli. E lui: “Mi sono dimenticato di dirtelo, è la guardia del corpo”.

TRANQUILLI TUTTI
CI PENSA COSSIGA
8 luglio ore 8.01.16
Fiorani dice: “Per questa vicenda sono amareggiato con il Governatore.
Ho avuto una discussione abbastanza accesa con lui. Il mio rapporto personale con lui mi ha solo danneggiato. A Bankitalia non ho mai chiesto niente, speravo solo di aver un trattamento uguale agli altri”.
27 luglio, ore 13.17.19
Viene riportata una conversazione tra Antonio Fazio e la moglie Cristina.
Antonio Fazio: “Ho sospeso con Ivo (Tarolli, senatore Udc, ndr) per stasera per non metterlo in difficoltà”.
Cristina Rosati: “Ho visto il Tg2, la situazione è molto tosta”.
Fazio: “È venuto a trovarmi Francesco Cossiga. Mi ha garantito che farà una dichiarazione molto forte”.
27 luglio, ore 09.37.03
Antonio Fazio parla con il figlio Giovanni.
Antonio Fazio: “Stai tranquillo, si sgonfierà tutto. Il giudice è stato scorretto a fare quel sequestro dubbio”.
Giovanni Fazio: “E tutte quelle notizie uscite fuori?”
Antonio Fazio: “È un attacco mediatico, privo di fondamento”.
23 luglio ore 22.05.52.
Gianfranco Boni al telefono con un interlocutore non identificato: “Lasciamo che gli olandesi esprimano il loro consiglio e poi approfittiamo di ogni loro mossa falsa. Intanto gli olandesi vanno da loro, per dire… vanno da Fusco e da quelli lì e hanno quello che vogliono loro: Guido Rossi, Prodi, tutti ‘sti bigoli qua”.
6 luglio ore 22.53
Cristina Rosati chiama Antonio Fazio.
Cristina Rosati: “Ha chiamato Ivo Tarolli. E ha detto: “Tutto è stato approvato come lui aveva detto e anche di più””.
8 luglio ore 10.50.23
Ivo Tarolli, senatore Udc, chiama Cristina Rosati.
Cristina dice: “Qui hanno liberato la delibera, ieri lo ha chiamato quello di An, Tofani, dice di aver allertato Tofani… adesso dobbiamo recuperare i voti, poi ci sarà da fare per recuperare i voti, 1.500 firme sono tante. Ora ci devono un favore (a Cristina e Ivo, ndr), quindi…”
Tarolli: “E Tonino come sta?”.
Cristina: “Tonino è in banca, è tornato ieri sera. Ivo devi dargli una mano”.
16 luglio ore 14.16.34
Ivo Tarolli chiama Cristina Rosati.
Tarolli: “Ad Alvito è tutto a posto, hanno ritirato le delibere”.
Rosati: “Quando ci vedremo ti racconterò a voce un po’ di cose, perché c’è uno che conosci che sta facendo degli intrallazzi”.
Tarolli: “Sono stati quelli di An a ritirare le delibere”.
21 luglio 13.10.48
Fiorani chiama la segreteria di Ricucci.
La segretaria: “Ho fissato un appuntamento alla 9 di domani mattina che gli aveva chiesto il dottore con Maroni”.

GERONZI? E’ LUI
IL MALE DEL PAESE
9 luglio ore 10.56
La moglie del Governatore di Bankitalia chiama un sacerdote, don Andrea.
Cristina: “Non vado al funerale della mamma di Giuliana Geronzi, perché suo marito si sta comportando con Tonino in un certo modo. Ho paura che il marito di Giuliana (Geronzi) possa approfittare di Tonino”. Pochi giorni dopo il concetto viene esplicitato in maniera più precisa da Gianpiero Fiorani. Sono le 10 e 02 del 14 luglio.
Fiorani: “Ho augurato ieri davanti al giudice la morte di Geronzi, spero mi ascoltino al telefono. Geronzi è il male del paese. Geronzi è il cancro del paese. L’operazione Unipol-Bnl Geronzi ha fatto carte 48 per impedirla e ho le prove”.
15 luglio 2005 ore 9.16
Un funzionario (Savarè) fa sapere a Fiorani che Ricucci ha chiesto di girare 25 milioni da Garlsson, la sua finanziaria offshore per sottoscrivere l’aumento di capitale Bpi. Fiorani autorizza. Il funzionario gli spiega le strategie di Ricucci: “Adesso vuole comprare quote Capitalia”.
15 luglio ore 12.10
Fiorani e Ricucci commentano alcuni articoli di giornali e parlano dell’operazione Rcs. Fiorani e Ricucci commentano alcuni articoli di giornali e parlano dell’operazione Rcs che Geronzi pensa non sia mai partita mentre Ricucci sostiene il contrario.
18 luglio ore 20.39
Fiorani messo alle corde dalla Consob commenta alcune indiscrezioni uscite sulla stampa in merito alle posizioni di Banca d’Italia: “La notizia è uscita dalle talpe che c’ha Geronzi lì dentro in via Nazionale”.

IL GRANDE NEMICO
MANOVRA IN BORSA
19 luglio Ore 22.28 – Fiorani chiama il funzionario Savarè i due conversano un poco poi il banchiere lodigiano dà spiegazioni circa i ritardi riscontrati nelle pratiche della Consob.
Fiorani: “Il ritardo della Consob? È colpa di Cannizzaro che sotto la spinta di Geronzi ha voluto generare problemi”.
25 luglio ore 20.36 – Arnaldo Borghesi (Lazard advisor della Bpi) parla Fiorani: “È tutta colpa di Geronzi”. Il discorso cade poi sull’avvocato Guido Rossi, legale di Abn Amr, a cui vengono attribuite numerose responsabilità sulla genesi dell’indagine della magistratura milanese.
Borghesi: “Guido Rossi è uomo di sinistra che plagia ideologicamente la Procura”.

ANNA FALCHI, LA DONNA
PIU’ FELICE AL MONDO
6 luglio ore 21.11
Sms di Anna Falchi a Stefano Ricucci: “Solo per dirti che sono la donna più felice del mondo perché ho te AMORE MIO GRANDE TI AMOOO. Capito”. E poi: “Sono tua per sempre ricordalo”.
28 luglio ore 16.08
Gargiulo, collaboratore di Ricucci, chiama Magiste e chiede di parlare con Colavita. Gargiulo chiede quando gli avrebbero dato la carta di credito della Lodi. Colavita risponde che ha risentito Boffi in mattinata e che Gargiulo avrebbe dovuto dire a Stefano (Ricucci) che il massimo che loro possono fare è 30mila euro per ogni carta. Gargiulo dice che “la carta di credito della Lodi non è illimitata”.
8 luglio ore 16.27
Chicco Gnutti chiama Ezio.
Ezio dice: “Rilassati”. Gnutti: “Sì, appena finiscono queste due cosette”. ridono. Ezio: “Mi ricordo quando avevi fatto l’opa Telecom e dopo avevi detto che dopo di quella basta”. ridono. Gnutti: “Ora finisco questa e poi basta. Mi hanno trovato il diabete e due infarti”. Ridono e si salutano.
30 giugno ore 21.49
Gnutti chiede com’è andata a roma e fiorani dice: “tutto bene” Gnutti gli dice che ogni tre ore lo deve chiamare come se fossero innamorati, perché si sente solo.
20 luglio ore 21.55.09
Dottore: “Stamattina ho visto il governatore, Ricucci e Caltagirone di ottimo umore”.
Fiorani: “Hanno ragione, di soldi ne hanno fatti tanti e il primo ha avuto una giornata epocale”. dottore: “Fazio mi ha detto di averti fatto un trattamento di sfavore, ma è stato costretto, l’ha dovuto fare”.

DOVE E’ FINITO FIORANI?
28 giugno ore 22.22.27
Boni chiede a Gnutti se ha avuto notizie di Giampiero e Gnutti dice che pare sia scappato e che Gloria è disperata. Pare che non lo trovi più nessuno, non vorrebbe che fosse andato via di testa, perché oggi lo ha visto ed era incazzato come una bestia con quelli della Consob. Giampiero avrebbe detto: “Io vi denuncio tutti, adesso è ora di finirla, mi avete preso per il culo da due mesi”. Poi Gnutti passa il telefono a Giampiero e Fiorani parla con Boni e gli dice che oggi era lì incatenato davanti alla Consob o gli approvano il prospetto informativo o si sarebbe incatenato per tutta la vita. Dice di aver chiamato personalmente Cardia e Ferrari e la professoressa Mazzarella lo ha chiamato almeno 7 volte e di averle detto che per lei ha una venerazione perché sta approvando il loro prospetto informativo. Fiorani dice: “Ho promesso questo ed altro a tutti i nostri amici della consob faccio tutto il possibile immaginabile”
19 luglio, 20.51
Francesco Caltagirone a Boni: “Oggi è stato fatto un altro passo avanti (riferendosi alla sentenza del Tar, ndr) adesso manca una cosa (riferendosi alla Consob)”.
19 luglio 2005 ore 21.26.12
Boni al telefono con un tale Giulio: “Stiamo aspettando la notizia della Consob Giulio risponde: “Il presidente del Tar del Lazio prima lavorava in banca d’italia” e boni (ridendo):
“Adesso è passato anche alla banca di lodi”
3 luglio ore 22.24
Ricucci chiama Fiorani gli chiede come sta e fiorani “meglio” parlano della serata pasata insieme che è stata “di classe”.
Ricucci è dalla madre. Fiorani gli consiglia di stare vicino ad Anna in questi giorni. Ricucci dice che oggi in barca con lui è stato Calanna e di un altro personaggio che ricucci dice essere Andrea Melovic, ma in realtà non sa chi sia. fiorani gli dice che è una potenza finanziaria che ha il 2 per cento di Generali. fiorani gli dice che è un ebreo, ma ricchissimo e che ha anche l’1 per cento di Mediobanca. Fiorani dice che bisogna fare un ragionamento con questi e ricucci dice di sì, che li coinvolgerà.
24 luglio 19.02
Ettore Lonati chiama Gnutti: “Ho sentito Ravaglia e mi ha detto che la Consob ha trovato i documenti quando sono andati da Fiorani in merito a Ricucci”.
22 luglio 10.43.44
Sms dal telefonino di Boni: (L’sms parla di Montezemolo che aveva scritto: “Opa italiane non hanno dato a estero grande immagine, grandi speculazioni senza creare valore”): “Adesso telefono alla fenech”
21 luglio 13.10.48 Fiorani per segreteria di Ricucci dice che avrebbe fissato alla 9 di domani mattina l’appuntamento che gli aveva chiesto il dottore con maroni
21 luglio ore 12.41.46
Boni a un certo Paolo:
“Ho appena ricevuto la visita della finanza mi hanno chiesto di tutti i fondi, non solo di quello con la domanda se c’è dentro anche Antonveneta. Ho risposto che non sono il gestore e quindi non lo so, ma la finanza vuole sapere anche la depositaria…. ho dichiarato a quelli lì che in Italia ho fatto solo cento di Antonveneta, per quanto riguarda BplSwisse non gli ho detto niente”.
27 luglio ore 14.29
Figlia che chiama Gnutti. lui dice alla figlia:
“organizzami una bella trasmissione così dico qualcosa anche io. sono esasperao e quando uno è così diventa pericoloso”.
5 luglio ore 14.14
Sms: “ho i documenti pronti per la casa a porto cervo dove vorrei fare il mutuo. te li porto in sardegna il prossimo fine settimana se ci sei”.
5 luglio ore 18.43
Fiorani chiama una donna (De Mattia, vigilanza Banca Italia) e dice che è in grado di entrare da solo tranquillamente purché lei avvisi le guardie Fiorani le passa una delle guardie per passare De Mattia dice alle guardie di far entrare il collega e loro lo fanno entrare Fiorani dice che ha fatto parlare lei direttamente perché non voleva dare il nome all’ingresso.
5 luglio ore 19.45
Ricucci per Fiorani. Fiorani chiede com’è andata oggi e Stefano dice che è andata bene e male e che devono fare un po’ di chiarezza. stefano dice che il problema è Caltagirone.
6 luglio ore 20.06
Fiorani dice che non sa ancora niente perché una terza persona (verosimilmente Fazio) ha avuto delle rogne oggi e deve fare ulteriori approfondimenti e deve andare a Francoforte. Fiorani dice di avere chiamato anche Francesco a cui ha detto di dire al governatore che questa roba qua è pericolosissima e quindi di farla stasera. Fiorani parla verosimilmnete del Governatore dicendo che si sente intoccabile, mentre invece non lo è, ma anzi è il bersaglio dei politici e magistrati e quindi dovrebbe attenersi alla macchina burocratica e anche quella fa acqua. Gnutti trova strano il comportamento del governatore, ma per Fiorani rientra invece nella sua persona la quale è convinta di potersi prendere tutti i tempi che vuole con la massima tranquillità in quanto si considera intoccabile, ma non è più così.
Fiorani dice di aver chiamato anche Frasca per dirgli di cercare di fare il possibile e di insistere anche lui col governatore.

“ROSSI, PRODI E GLI ALTRI BIGOLI”
23 luglio ore 22.05.52
Boni: “Lasciamo che gli olandesi esprimano il loro consiglio e poi approfittiamo di ogni loro mossa falsa. Intanto gli olandesi vanno da loro, per dire da Fusco e da quelli lì e fanno quello che vogliono loro: Guido Rossi, Prodi, tutti ‘sti bigoli qua”.
7 luglio ore 20.34
Gennaro per Fiorani. Fiorani dice che dalla vicenda lui ha ricevuto solo danni, in quanto sono sempre stati tirati in ballo i rapporti personali col Governatore.
7 luglio ore 21.24
Sms “Tutto procede
bene per l aum. cap?”
Risposta sms: “Azionisti hanno sottoscritto.
mancano pochissime filiali al budget. a parte la sede di lodi. tu tutto bene? Lotta dura!”

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