“Ue teme post-Brexit nel segno della sinistra di Corbyn”

7 maggio 2018, di Alberto Battaglia

“La prospettiva di un governo guidato da Corbyn ha portato l’Ue a chiedere un meccanismo che colpirebbe la Gran Bretagna con tariffe commerciali, richieste di risarcimento e, in caso di politica fiscale per sovvenzionare l’industria, misure per limitare il traffico aereo britannico”: è quanto scrive il Times di Londra, sulla base delle rivelazioni di una fonte riservata. Il timore, nella mente dei negoziatori europei è una virata a sinistra della politica economica britannica, in grado di approfittare della rimozione dei vincoli sugli aiuti di stato che riducono di fatto il perimetro d’azione diretta dello stato nell’economia. “Se un governo Corbyn implementa le politiche dichiarate, il meccanismo di parità di condizioni porterà a maggiori costi per la Gran Bretagna per accedere al mercato unico a causa delle distorsioni causate dagli aiuti di stato. Ecco perché è qui che si trova la vera battaglia”, ha detto la fonte, definita come un negoziatore senior basato a Bruxelles.
“L’idea che i conservatori facciano leggi al ribasso sugli standard sociali e ambientali”, una delle paventate conseguenze della Brexit nel Regno Unito, “è un mito e nessuno ci crede davvero, anche se alcuni Tories hanno contribuito a crearlo”, ha dichiarato la fonte. “La vera paura”, ha proseguito, “sono i sussidi statali sotto il governo di Jeremy Corbyn. La politica britannica è rimasta invariata per generazioni, ma ora c’è una reale possibilità che un governo di sinistra la inverta. Dobbiamo proteggere noi stessi e il mercato unico”. Ufficialmente la posizione dei laburisti è che il Paese resti nell’unione doganale europea e “vicina al mercato unico”, ma senza farne parte formalmente. Con questo compromesso resterebbero aperte, secondo la linea di Corbyn, le possibilità di intervento pubblico altrimenti precluse dalle regole sulla concorrenza europea.

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