Ue, si moltiplicano iniziative de-dollarizzazione

3 dicembre 2018, di Daniele Chicca

Le politiche di isolamento diplomatico e chiusura commerciale di Donald Trump stanno spingendo alcuni partner storici come l’Europa unita a prendere delle contromisure. Tra queste una delle più significative riguarda l’avvio di un graduale processo di de-dollarizzazione.

In mezzo a minacce di dazi reciproci e accuse di svalutazione monetaria, la Commissione europea – organo esecutivo dell’Ue – ha presentato una serie di iniziative volte a rafforzare il ruolo internazionale della moneta unica a discapito del dollaro.

Lo riferisce l’agenzia di stampa Bloomberg che ha potuto visionare la bozza di un documento ufficiale. Stando a quanto riportato da Viktoria Dendrinou, il piano si svilupperà su quattro livelli, anche in settori chiave come quello energetico e nel campo finanziario, sia domestico, sia internazionale.

“Gli Stati Membri dovrebbero promuovere un uso più ampio dell’euro nei loro rapporti con paesi terzi in campi come quello energetico, per esempio quando stringono contratti nell’ambito di accordi bilaterali ma anche multilaterali internazionali”.

L’intento qui è chiaro: escludere progressivamente il dollaro per rimpiazzarlo con l’euro negli scambi commerciali più importanti. La Commissione esorta gli stati membri a includere nei loro accordo intergovernativi con paesi terzi una clausola modello, sviluppata dalla Commissione, relativa all’uso dell’euro come valuta di default“.

Si avvicina la fine dell’era dei petrodollari

Gli stati che partecipano ai mercati europei energetici “dovrebbero usare un numero maggiore di contratti denominati in euro”. E “le agenzie dovrebbero facilitare il lancio di benchmark dei prezzi denominati in euro per il petrolio”.

Da parte loro anche “le piattaforme di trading delle materie prime dovrebbero facilitare uno sviluppo ulteriore dei contratti derivati denominati in euro sul petrolio e i prodotti petroliferi raffinati”.

Con la Russia che, insieme all’Iran, ha già avviato la sua politica di de-dollarizzazione e con la Cina che sta man mano riducendo gli acquisti di Treasuries Usa, promuovendo al contempo l’utilizzo di contratti in petroyuan, la notizia del tentativo dell’Europa di abbandonare progressivamente il dollaro negli scambi commerciali potrebbe compromettere definitivamente il regno del dollaro come riserve valutaria mondiale e accelerarne la sua caduta.

Le politiche di isolamento diplomatico e chiusura commerciale di Donald Trump stanno spingendo alcuni partner storici come l'Europa unita a prendere delle contromisure. Tra queste una delle più significative riguarda l'avvio di un graduale processo di de-dollarizzazione. In mezzo a minacce di dazi reciproci e accuse di svalutazione monetaria, la Commissione europea - organo esecutivo dell'Ue - ha presentato una serie di iniziative volte a rafforzare il ruolo internazionale della moneta unica a discapito del dollaro. Lo riferisce l'agenzia di stampa Bloomberg che ha potuto visionare la bozza di un documento ufficiale. Stando a quanto riportato da Viktoria Dendrinou, il piano si svilupperà su quattro livelli, anche in settori chiave come quello energetico e nel campo finanziario, sia domestico, sia internazionale.
"Gli Stati Membri dovrebbero promuovere un uso più ampio dell'euro nei loro rapporti con paesi terzi in campi come quello energetico, per esempio quando stringono contratti nell'ambito di accordi bilaterali ma anche multilaterali internazionali".
L'intento qui è chiaro: escludere progressivamente il dollaro per rimpiazzarlo con l'euro negli scambi commerciali più importanti. La Commissione esorta gli stati membri a includere nei loro accordo intergovernativi con paesi terzi una clausola modello, sviluppata dalla Commissione, relativa all'uso dell'euro come valuta di default".

Si avvicina la fine dell'era dei petrodollari

Gli stati che partecipano ai mercati europei energetici "dovrebbero usare un numero maggiore di contratti denominati in euro". E "le agenzie dovrebbero facilitare il lancio di benchmark dei prezzi denominati in euro per il petrolio".
Da parte loro anche "le piattaforme di trading delle materie prime dovrebbero facilitare uno sviluppo ulteriore dei contratti derivati denominati in euro sul petrolio e i prodotti petroliferi raffinati".
Con la Russia che, insieme all'Iran, ha già avviato la sua politica di de-dollarizzazione e con la Cina che sta man mano riducendo gli acquisti di Treasuries Usa, promuovendo al contempo l'utilizzo di contratti in petroyuan, la notizia del tentativo dell'Europa di abbandonare progressivamente il dollaro negli scambi commerciali potrebbe compromettere definitivamente il regno del dollaro come riserve valutaria mondiale e accelerarne la sua caduta. [caption id="" align="alignnone" width="3000"]Fine del regno del dollaro: dopo il petroyuan sale alla ribalta l'ipotesi del petroeuro Si avvicina la fine del regno del dollaro: dopo il petroyuan sale alla ribalta l'ipotesi del petroeuro (di J.D. Pooley/Getty Images)[/caption]

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