Ue: Politica di coesione, occhi puntati sulle Pmi

11 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

L’ufficio di Bruxelles della Camera di commercio di Napoli segnala i programmi della politica di coesione europea per il 2007-2013.

E’ ormai opinione consolidata che le piccole e medie imprese europee occupino un ruolo di primo piano per la crescita economica del nostro continente negli anni a venire. Pertanto la Commissione struttura una politica di coesione per il prossimo periodo di programmazione finanziaria (2007-2013) che sarà indirizzata ad attrarre nuovi investimenti nelle regioni europee, a incoraggiare le nostre imprese a intraprendere attività innovative, sviluppando una vera e propria economia della conoscenza, ad avvicinare i cittadini europei all’imprenditoria, ad aiutare i lavoratori e le imprese ad affrontare i cambiamenti settoriali imposti da un’economia globale in continuo mutamento e, a intensificare gli investimenti nel capitale umano. I futuri programmi europei, implementati all’interno della politica regionale, renderanno disponibili finanziamenti, alle Pmi che sono interessate ad ampliare le proprie attività di ricerca, inoltre, per le imprese che non hanno la possibilità di sviluppare attività innovative al proprio interno, la Commissione, promuoverà azioni di trasferimento tecnologico, da attuarsi fra imprese, o, fra centri di ricerca ed imprese, garantendo la possibilità di accesso alle nuove tecnologie direttamente sul mercato. La cooperazione fra i partner locali (Pmi, centri di ricerca, istituti di formazione) godrà allo stesso modo del supporto comunitario e, proprio all’interno della futura politica di coesione sono stati previsti meccanismi di supporto alle piccole e medie imprese che abbiano intenzione di crescere, innovare ed internazionalizzarsi. Altro problema che la futura politica regionale cercherà di risolvere, è quello dell’accessibilità al credito per le Pmi, e soprattutto per le micro-imprese e per quelle imprese in fase iniziale, dal cui successo dipende gran parte della crescita economica europea e della creazione di nuovi posti di lavoro.
A tal proposito è stato introdotto all’interno della politica regionale un nuovo strumento denominato Jeremie, che avrà attuazione all’inizio del 2007 e che permetterà alle autorità nazionali e regionali di ricorrere al Fondo europeo per gli Investimenti (Fei) e di lavorare direttamente con i suoi esperti, al fine di sviluppare metodologie d’ingegneria finanziaria (prestiti azionari, capitale di rischio, garanzie) concepite in base alle esigenze dei singoli territori e, di garantire un migliore utilizzo degli strumenti finanziari ai quali le Pmi possono abitualmente accedere, nell’ambito dei fondi strutturali, per innovare e crescere.

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