Ue, piano radicale per cedere sovranità agli Stati

10 febbraio 2017, di Alberto Battaglia

Rivedere alcuni processi decisionali all’interno della Commissione europea per responsabilizzare gli stati membri che spesso l’attaccano: questo, in sintesi, il piano che il presidente Jean-Claude Juncker si appresta a presentare la settimana prossima.

Secondo quanto anticipato da Politico, lo scaricabarile su Bruxelles (ad esempio quando tratta materie delicate come l’utilizzo dei pesticidi e degli Ogm) deriva dal fatto che, allo stato attuale, un Paese può astenersi dall’esprimere una voce in capitolo nel processo decisionale noto come “comitology” (fusione delle parole inglesi “committee”, ossia “commissione” e del suffisso “-ology”).

In questo senso, si intende costringere i Paesi membri a esercitare una sovranità che spesso è più comodo ignorare.

“Non è vero che i Paesi Ue non possano decidere tra di loro… la Commissione è obbligata dal Parlamento e dal Consiglio a decidere”, ha detto Juncker, “Perciò cambieremo queste regole, perché questa non è democrazia”.

Politico scrive che Juncker avrebbe preso come esempio l’astensione dei tedeschi nel corso delle votazioni su un tema legato agli Ogm: una scelta sulla quale, data la delicatezza della questione, era più conveniente lasciare la responsabilità della scelta alla Commissione Ue.

“Voglio che il Consiglio dei ministri dell’Unione Europea”, il cui compito è anche quello di partecipare al processo legislativo Ue, “si prenda responsabilità politiche”. Se così sarà, è l’idea di Juncker, sarà più difficile alimentare la narrativa delle scelte oscure adottate dai tecnocrati di Bruxelles.

La proposta di riforma della Commissione avanza diverse possibilità per arrivare, nel concreto, a responsabilizzare i Paesi membri. Ad esempio quella di rimuovere le astensioni dal conteggio delle maggioranze qualificate necessarie; un’altra, invece, “sarebbe quella di fare riferimento alle decisioni del Consiglio dei ministri Ue quando gli esperti non raggiungono una conclusione”, scrive Politico.

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