Ue pensa al signoraggio per coprire buco di bilancio post Brexit

28 marzo 2018, di Alessandra Caparello

Il divorzio dall’Unione europea è vicino e per Bruxelles è tempo di fare i conti e cercare il modo di coprire il buco nel bilancio della Commissione Europea che si verificherà con l’addio di Londra al mercato unico.

Le ipotesi sul tavolo, secondo quanto riporta il Financial Times, sono due: da una parte la già citata tassa sulla plastica e dall’altra il signoraggio. Andando nel dettaglio a gennaio il commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger, annunciò il “contributo” derivante dalla tassa sulla plastica ma solo a inizio maggio la Commissione presenterà la sua proposta sul budget e quindi i dettagli sulla tassa.

Ma è l’altra proposta quella destinata far discutere maggiormente e riguarda il signoraggio da cui deriverebbero ben 56 miliardi di euro. Il termine signoraggio significa prendere possesso dei profitti realizzati dalle 19 banche centrali nazionali dell’eurozona attraverso la stampa delle banconote. Come si legge sul sito della banca centrale europea:

“Le banconote in euro sono progettate dalla BCE, prodotte presso officine carte valori e custodite nei caveau delle banche centrali nazionali. Infine giungono a noi attraverso le banche commerciali, che versano alla banca centrale il valore nominale dei biglietti. A questo fine, le banche commerciali di solito prendono in prestito denaro dalla banca centrale oppure cedono a quest’ultima parte delle attività detenute. Gli interessi maturati dalla banca centrale sui finanziamenti concessi oppure i rendimenti da essa percepiti sulle attività acquisite rappresentano il “reddito da signoraggio””.

Oggi più del 90% dei profitti da signoraggio sono distribuiti dalla Bce alle 19 banche centrali dell’Eurozona che li trasferiscono in gran parte alle tesorerie nazionali. La Commissione europea sta valutando l’opportunità di effettuare un vero e proprio raid nelle casse della Bce per generare così liquidità.

“È una delle idee che ci sono venute per il bilancio”, afferma un diplomatico europeo. La BCE ha sottolineato tra l’altro che qualsiasi modifica al modo in cui distribuisce i propri profitti richiederebbe una modifica giuridica dello statuto della banca centrale.

“Insieme ai loro profitti, le banche centrali nazionali li distribuiscono, in base alla legislazione nazionale, ai loro azionisti che sono i ministeri delle Finanze. I rispettivi ministeri e governi decidono cosa fare di quel denaro”.

Oltre alla tassa sulla plastica e il signoraggio tra le ipotesi sul tavolo delle trattative anche una tassa societaria su base imponibile comune e armonizzata e una rimodulazione dell‘Iva comunitaria.

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