UE approva progetto maltese: cittadinanza diventa questione economica

12 gennaio 2018, di Francesco Puppato

Se in Italia la questione della cittadinanza legata allo ius soli aveva tutte le sfumature della mossa politica per accaparrarsi un buon bacino di voti, in altri stati è diventata una scelta dettata prettamente da ragioni economiche. Il tutto con l’approvazione dell’UE.

Stiamo parlando di Malta dove, con l’approvazione dell’UE, è in vigore dal 2013 il progetto “Cittadinanza in cambio d’investimenti”.

Il medesimo programma prevede che chi intende ricevere il passaporto deve garantire un contributo di 650.000 euro ad un fondo di sviluppo nazionale appositamente istituito; a questa somma si aggiungono altri 150.000 euro per l’acquisto di titoli di stato maltesi ed il possesso d’immobili sull’isola per un valore di almeno altri 350.000 euro.

Se si vuole poi far estendere il passaporto ai parenti, il tariffario prevede 25.000 euro per i figli minorenni ed il consorte, 50.000 euro invece per figli maggiorenni ed i genitori.

Come riportano Forbes e l’agenzia Rbc, sono soprattutto i businessman russi ad aver usufruito di questo progetto. Tra loro troviamo infatti Boris Mints, proprietario della società d’investimenti O1 Properties, ed Aleksandr Nesis, ovvero il comproprietario della ICT Holding Ltd, un’importante società d’investimenti specializzata in finanza ed estrazione di metalli preziosi.

È diventato un nuovo cittadino maltese pure Aleksander Mechetin, comproprietario di Beluga Group, cioè uno dei maggiori produttori di vodka.

Non tutti gli imprneditori hanno però voluto confermare la notizia: è il caso, ad esempio, di Volozh, il fondatore e comproprietario di Yandex, con i suoi famigliari. I suoi rappresentanti hanno spiegato che il businessman “viaggia molto per lavoro e possedere un passaporto europeo permette di muoversi senza visto; Volozh rimane un cittadino russo e soddisfa tutti i requisiti previsti dalla legislazione della Russia”.

Ha invece confermato la sua nuova cittadinanza insieme ai membri della sua famiglia anche Gleb Mishin, nonchè il numero uno della società Candy-Hoover Group in Russia ed ex presidente della Lenovo.

Stando alle informazioni pubblicate dal sito del governo di La Valletta sono molti i nomi che hanno pagato oltre un milione di euro per ottenere il passaporto di Malta: solo contando i nomi russi, la cifra arriva a 730 businessman diventati nuovi cittadini maltesi.

Insomma, la cessione della cittadinanza nei confini dell’UE sembra essere diventata solo una questione di interessi e convenienze, tralasciando tutto quello che possa essere legato a radici, valori etici e culturali. Ma, senza una base solida, difficilmente questa strategia potrà dare esiti positivi nel medio-lungo periodo.

“Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Seneca)

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