Ubi banca acquista tre good bank a 1 euro. Titolo schizza in Borsa

12 gennaio 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Un prezzo simbolico,  1 euro al Fondo nazionale di risoluzione. Così Ubi banca in una nota ufficializza l’offerta vincolante valida fino al 18 gennaio per l’acquisizione di tre delle quattro good bank: Nuova banca delle Marche, dell’Etruria e Carichieti. Nelle prossime settimane dovrebbe arrivare anche l’offerta di Bper per Ferrara.

Sul Ftse Mib di Piazza Affari. Ubi Banca si conferma il titolo migliore: dopo aver fatto uno scatto fin oltre +11%, sopra i 3,11 euro, attualmente registra un balzo del 9% circa, sotto i massimi di seduta.

L’offerta di Ubi banca prevede un aumento di capitale da 400 milioni – è stato già siglato un accordo con Credit Suisse e Morgan Stanley – e la cessione pro-soluto da parte delle tre banche di 2,2 miliardi di sofferenze lorde e 0,5 probabili, prima del closing previsto nel primo semestre.

Analisti scettici sull’aumento di capitale

Secondo gli analisti di Equita SIM i termini dell’operazione sono “leggermente più sfavorevoli” rispetto alle indiscrezioni dei giorni scorsi, “perché nell’immediato Ubi non può riconoscere il badwill (circa 400mn) derivante dall’acquisizione”. In seguito all’operazione di ricapitalizzazione di Ubi il tasso patrimoniale CET1 dell’esercizio 2017 resterà stabile all’11% e dovrebbe aumentare a fine 2020 a 13,5% (contro il 12,8% previsto).

Ubi banca ha ufficializzato l’offerta in una nota, in cui ha sottolineato che con l’acquisizione vedrà crescere la propria quota di mercato – in termini di impieghi a imprese e famiglie e in termini di raccolta diretta – di oltre l’1 per cento che corrisponde ad una quota addizionale del 20% rispetto a quella attuale.

Un’acquisizione che finirà per far sì che l’istituto di credito possa consolidare la presenza in aree geografiche in cui finora non era presente o lo era parzialmente. Detto questo secondo gli analisti della SIM, che hanno un rating di Hold sulla banca e un prezzo obiettivo di 3,10 euro (vicino ai 3,084 euro cui scambia al momento a Piazza Affari) l’affare non è ideale dal punto di vista strategico: “l’acquisizione potrebbe presentare rischi legati alla non complementarietà delle reti e all’impatto reputazionale sui franchise post risoluzione: UBI si precluderebbe inoltre altre opzioni strategiche a più basso rischio” come ad esempio l’acquisto di altre ex popolari.

Riducendo il costo del credito, Ubi banca prevede un impatto positivo grazie all’acquisizione delle tre good bank sulla sua redditività ordinaria e un ritorno del 25% sull’aumento di capitale fino a 400 milioni di euro.

Ubi banca potrà inoltre utilizzare le attività fiscali differire, oltre 600 milioni di euro su perdite fiscali pregresse delle tre good bank. Inoltre l’operazione permetterà al RoTe (return on  di Ubi banca, insieme alle tre good bank di crescere al 2020 dal 10,6 per cento a oltre il 12,15 per cento.

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