TV USA: UNO SPOT DI 30 SECONDI PER 5,7 MILIARDI

2 dicembre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Gli spot in Tv del Super Bowl, la grande finale del football americano prevista per la fine di gennaio, hanno raggiunto quest’anno un record assoluto: il costo per un annuncio pubblicitario di 30 secondi e’ di 3 milioni di dollari, cioe’ 5,7 miliardi di lire. Sono 192 milioni di lire al secondo.

In termini di prezzo, si tratta di circa il doppio rispetto al costo di uno spot l’anno scorso. Il motivo? Sono le nuove aziende internet a trascinare al rialzo furiosamente i listini. Per farsi notare dal grande pubblico televisivo le varie societa’ dell’universo ”dot.com” pagano qualsiasi prezzo pur di essere presenti durante la diretta sportiva. Il Super Bowl e’ il programma Tv piu’ seguito negli Stati Uniti, e ogni anno e’ in cima alle classifiche dei ratings.

Piu’ di un terzo delle aziende che si faranno pubblicita’ durante il Super Bowl XXXIV, il 20 gennaio 2000, vendono i loro servizi sul web, stando a quanto dichiarano fonti di Abc, il network che ha comprato i diritti per ritrasmettere l’evento sportivo dell’anno. ”Le societa’ dot.com hanno prenotato cosi’ tanto spazio pubblicitario durante la trasmissione sportiva – spiega una fonte – che le tariffe hanno raggiunto il massimo storico”.

Tra le aziende internet che avranno un loro spot ci sono: Hotjobs.com, Angeltips.com, Computer.com, Ourbeginning.com, Dowjones.com, Kforce.com, Monster.com, Screamingmedia.com e Pets.com.

Invece, tra le societa’ ”normali”, avranno uno spot Anhauser-Busch, Visa, Frito-lay, Titan Sports e Buena Vista Pictures.

Una portavoce della Abc ha conferamato che ”commercial” di 30 e 60 secondi durante la finalisima della NFL sono stati venduti a una media di 2,1-2,2 milioni di dollari. Ma l’addetta stampa ammette che ”una manciata di aziende ha comprato spot a un prezzo intorno ai 3 milioni di dollari”.

Il Super Bowl e’ visto negli Stati Uniti da circa 125 milioni di persone, cioe’ quasi la meta’ dell’intera popolazione, comprendendo anche anziani e bambini.

Il fenomeno dell’esplosione della pubblicita’ in Tv di aziende internet e’ osservato con grande interesse dagli esperti di marketing e di finanza: infatti alcune societa’ sono pronte a spendere per uno spot piu’ del loro stesso fatturato. Quasi nessuna di loro mostra ancora un profitto in bilancio, ma la speranza e’ che l’esposizione del marchio ad un pubblico televisivo cosi’ vasto possa portare rapidamente alla redditivita’.

Quanto accade quest’anno al Super Bowl e’ anche un segno di quanto si stia espandendo il fenomeno internet in America. Basti dire che alla finalissima del 1997 a comprare spot fu una sola societa’ ”dot.com”: Autobytel.com, specializzata in aste di auto sulla rete. Il network Tv era all’epoca la Fox, e il ”commercial” costo’ 1,2 milioni di dollari (il record di quell’anno). Nel 1998 lo stesso inserzionista fu l’unica societa’ internet a farsi pubblicita’. Nell’ultima edizione del Super Bowl, lo scorso gennaio, due ”web companies” comprarono spazi durante la diretta: Hotjobs.com e Monster.com, ambedue nel settore del reclutamento e offerta di lavoro su internet. In piu’ Victoria Secret acquisto’ uno spot per pubblicizzare uno show con supermodelle in mutande e reggiseno trasmesso per la prima volta ”live” sulla rete.

Questo gennaio l’evento sportivo sara’ in pratica scandito nelle pause da una gran quantita’ di ”web companies”, molte delle quali assolutamente sconosciute: saranno almeno 13, stando agli ultimi conteggi.

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