Trump, tagli draconiani mai visti ma deficit invariato

17 marzo 2017, di Mariangela Tessa

Da una parte più risorse alla sicurezza nazionale e alle spese militari. Dall’altra tagli draconiani – mai visti dalla fine della seconda guerra mondiale – al resto della spesa del governo federale, con una drastica riduzione delle spese per programmi ambientali,  diplomazia e agli aiuti internazionali. Fino a una vera e propria dichiarazione di guerra a programmi di “lotta alla povertà”.

Nulla di nuovo e inaspettato nel primo budget, in pratica la legge di bilancio, dell’amministrazione Trump, pubblicata nel sito della Casa Bianca. Una proposta da 1.100 miliardi di dollari che, secondo alcuni, nasce “già morta”, e faticherà a passare il voto del Congresso. Secondo il New York Times in pochi possono dirsi contenti del piano. Neanche gli esponenti del partito del presidente, i Repubblicani, accoglieranno di buon grado il fatto che il piano non faccia nulla per ridurre il deficit.

Trump intende aumentare del 54% il budget del dipartimento della Difesa, una mossa che a detta sua comunicherebbe un messaggio “di forza”: la forza, la sicurezza e la risolutezza americane nei confronti del mondo.  E per fare questo, il neo presidente degli Stati Uniti intende dare un colpo di mannaia a quasi tutto il resto: tagli del 31% all’agenzia per la protezione dell’Ambiente e al dipartimento di Stato, la sospensione di tutti i fondi ai programmi di ricerca sui cambiamenti climatici e la tutela dei laghi (la Great Lakes Restoration Initiative), per citarne solo tre. “Make America Great Again”, insomma, pensando solo alla Difesa e scordandosi di tutto il resto dell’America.

Trump ha proposto un aumento delle spese militari di 54 miliardi di dollari e ha previsto nuovi fondi per il dipartimento per la Sicurezza nazionale, con una cifra tra 2,8 e 4,1 miliardi di dollari che potrà essere usata per la costruzione del muro al confine con il Messico e per l’assunzione di 500 agenti per il controllo dei confini e mille funzionari per immigrazione e dogana.

Ecco nei principali settori dell’amministrazione chi vince e chi perde con la legge di bilancio di Donald Trump:

  • Difesa +52,3 miliardi (+10%)
  • Sicurezza nazionale + 2,8 miliardi (+7%)
  • Veterani + 4,4 miliardi (+6%)
  • Epa – 2,6 miliardi (-31%)
  • Aiuti esteri -10,9 miliardi (-29%)
  • Agricoltura – 4,7 miliardi (-21%)
  • Lavoro – 2,5 miliardi (-21%)
  • Giustizia – 4,0 miliardi (-20%)
  • Affari sociali -12,6 miliardi (-16%)
  • Istruzione – 9,2 miliardi (-14%)

Tagli significativi sono stati proposti anche nel capitolo cultura con la proposta di eliminare completamente i fondi a 19 enti tra cui l’Institute of Museum and Library Services e l’Appalachian Regional Commission. Questo vuol dire cancellarle.

I fondi stanziati per l’anno fiscale in corso si esauriranno il prossimo 28 aprile e il budget per il 2018 deve essere approvato entro ottobre, viceversa, come hanno messo in guardia i democratici al Congresso, gli Stati Uniti potrebbero andare incontro a uno shutdown, la paralisi delle attività federali.

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