“Trump può rendere la Brexit un disastro”

31 gennaio 2017, di Alberto Battaglia

Le relazioni fra Donald Trump e il Regno Unito della Brexit sembrano, all’apparenza, rosee. Ma Trump, scrive il columnist dell’Ft Gideon Rachman, sarà il fattore in grado di fare della Brexit un “disastro”. Tolto il pilastro dell’Ue, il Regno Unito si avvicina all’alleato americano proprio nel momento in cui alla guida si trova un presidente le cui posizioni, rispetto a quelle di Londra, non potrebbero essere più lontane.
Ad esempio, mentre la premier britannica Theresa May vede nella Brexit un’opportunità per il libero commercio, Trump, scrive Rachman, è “il presidente più protezionista degli ultimi trent’anni”. Oppure, molto diverse sono le rispettive opinioni in merito alle organizzazioni internazionali come la Nato e l’Onu: mentre May ne rivendica l’importanza, Trump ha bollato la prima come “obsoleta” e ha minacciato di ridurre i fondi destinati alla seconda.

 

Le divergenze proseguono poi, una volta arrivati al capitolo delle relazioni con la Russia di Putin e con l’Unione Europea: sull’amicizia col primo e la diffidenza verso la seconda le posizioni Trump, scrive Rachman, ricalcano di più quelle di Nigel Farage che non quelle del governo britannico.
Dal punto di vista geopolitico la partita con la Russia è cruciale. Mentre il Regno Unito è stato attivo nel lavorare con la precedente amministrazione Usa per infliggere le sanzioni in seguito all’annessione della Crimea, ora Trump sarebbe già pronto a ritrattare la questione.

 

Insomma, a dispetto del sostegno di Trump verso la Brexit: “La realtà è che il Regno Unito è ora di fronte a un presidente degli Stati Uniti, che è fondamentalmente in contrasto con la visione britannica del mondo” conclude Rachman.

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