Trump minaccia anche Toyota. Pronta la reazione del Giappone

6 gennaio 2017, di Laura Naka Antonelli

Dopo GM il presidente eletto Usa Donald Trump attacca in un tweet anche il colosso dell’auto Toyota, sollevando un coro di proteste da parte del mondo corporate del Giappone e da parte dello stesso governo. Così Trump aveva scritto in un post pubblicato su Twitter:

“Toyota Motor ha reso noto che sarà il via a una nuova fabbrica a Baja, in Messico, per costruire i veicoli Corolla per gli Stati Uniti. NON ESISTE PROPRIO! Costruite in Usa, altrimenti pagherete alti dazi doganali“.

I giapponesi, non solo di Toyota, non hanno gradito e hanno risposto per le rime alla polemica di Trump. La protesta si è levata dagli amministratori delegati di diversi colossi, tra cui Kazuo Hirai, numero uno di Sony.

Così ha risposto inoltre Taro Aso, ministro delle finanze del paese:

Toyota crea molta occupazione negli impianti Usa, come nel caso, per esempio, del Kentucky. Ci chiediamo se il nuovo presidente americano abbia idea di quanti veicoli Toyota produca negli Stati Uniti”.

Hiroshige Seko, ministro del Commercio e dell’Industria, ha poi aggiunto che il governo giapponese farà la sua parte, spiegando all’amministrazione Usa l’apporto che Toyota dà all’occupazione americana.

Diversi analisti tuttavia temono con Trump un deterioramento nei rapporti tra Usa e Giappone, come sta già avvenendo nelle relazioni tra Usa e Cina, sempre a causa delle dichiarazioni, o meglio tweet, che il presidente eletto pubblica continuamente.

Preoccupazione è stata espressa da Koji Kondo, analista del settore auto presso SBI Securities:

“Toyota equivale al Giappone nel suo insieme, dunque le critiche di Trump potrebbero essere interpretate come un messaggio rivolto al governo giapponese“.

L’ennesima minaccia di Trump è giunta dopo l’attacco a General Motors per lo stesso motivo, seguito poi in settimana dalla decisione di Ford di ritirare un piano di investimento del valore di $1,6 miliardi, in Messico.

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