Tria verso le dimissioni? Mercati tornano in agitazione

20 luglio 2018, di Alessandra Caparello

Riaffiorano le tensioni sui mercati obbligazionari italiani con il rendimento del titolo a 10 anni che sale di 6 punti base mentre l’azionario perde più di un punto percentuale (-1,1%). A pesare ancora le voci di possibili dimissioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria.

E’ Repubblica che riferisce come Matteo Salvini e Luigi Di Maio abbiano messo con le spalle al muro il ministro dell’economia nella nomina dei vertici di Cassa Depositi e Prestiti. I due vicepremier si sarebbero spinti fino a “minacciare ufficiosamente di usare l’arma delle dimissioni di Giovanni Tria” .

Il titolare del dicastero di via XX Settembre vorrebbe alla guida della Cassa Dario Scannapieco, il tecnico della Banca Europea degli Investimenti, il cui nome inizialmente non sgradito a M5s, sarebbe promosso dalle Fondazioni ma sia Lega che Cinque Stelle non ci stanno.

Da qui obbligazioni e titoli italiani sono scesi temendo che il ministro delle Finanze Giovanni Tria, la cui nomina ha portato una relativa calma ai mercati della nazione, possa essere costretto a dimettersi. Il mercato obbligazionario italiano ha preso fiato nelle ultime settimane, dopo essere stato attaccato a maggio con la formazione di una coalizione di governo, ma l’ultimo calo mostra che gli investitori sono ancora nervosi. La nomina di Tria a fine maggio ha segnato un periodo di relativa calma con i rendimenti che sono scesi da un picco mai visto dalla crisi dell’eurozona.

Giovanni Tria, professore di economia politica prima di diventare ministro, ha assicurato agli investitori che il paese rimane impegnato per l’euro e ha promesso di bloccare qualsiasi mossa che lo spinga verso l’uscita. Da sottolineare anche come Claudio Borghi, il capo del comitato di bilancio della Camera, ha detto al quotidiano del Corriere della Sera che è sicuro che l’Italia prima o poi uscirà dall’euro, anche se ha ribadito che non è ora intenzione del governo.

“Il conflitto di oggi non è una nuova notizia, ma la prospettiva che la Tria lasci il governo non è positiva per i BTP e la fiducia nel nuovo governo”, ha detto Antoine Bouvet, stratega di Mizuho International Plc.

“All’inizio di quest’anno è stato soprattutto lui l’appuntamento per calmare i mercati“.

Secondo la legge italiana, il primo ministro non può licenziare i ministri del governo, ma una frattura tra le figure politiche chiave del governo e il capo delle finanze potrebbe portare a uno stallo.

Un portavoce del ministero ha detto telefonicamente a La Repubblica che la notizia di una frattura che potrebbe segnare la fine del ministro Giovanni Tria è “pura invenzione“.

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