Tria pompiere: mercati esultano per limiti deficit

17 settembre 2018, di Daniele Chicca

Gli investitori salutano con favore le ultime rassicurazioni del ministro italiano del Tesoro sul deficit. Giovanni Tria ha dichiarato che la legge di bilancio presenterà misure molto graduali e che il rapporto tra deficit e Pil resterà non supererà l’1,6% nel 2019. Allo stesso tempo va ricordato che si tratta solo di un obiettivo di massima del governo. Il vice premier Luigi Di Maio non è sulla stessa linea di Tria e continua a sostenere che la manovra autunnale includerà un reddito minimo garantito da 780 euro al mese, un’iniziativa che costa da sola un 1,5% di deficit di bilancio.

Sul mercato obbligazionario secondario, i rendimenti a due anni dei Btp scendono di quasi 9 punti base allo 0,86%, con i trader che evidentemente sono più sereni sulle prospettive legate alla sostenibilità del debito di Stato italiano. Anche lo Spread tra Btp e Bund si restringe. La notizia è positiva anche per i titoli bancari e per Piazza Affari in generale, sebbene la retorica protezionista e l’imposizione reciproca di dazi di Usa e Cina continuino ad avere un impatto negativo sul sentiment.

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17 settembre 201810:17

I prezzi del petrolio stanno salendo recuperando terreno dopo le timide perdite di inizio mattina. A ben poco servono le rassicurazioni di Stati Uniti, Russia e Arabia Sauditi secondo cui i tre paesi possono sopperire alla mancanza di offerta proveniente dall’Iran, aumentando i livelli di produzione. Il segretario Usa dell’Energia Rick Perry ha dichiarato a Reuters che gli Usa non si aspettano un rincaro del petrolio e che i tre principali produttori di greggio possono tranquillamente incrementare l’offerta nei prossimi 18 mesi.

Le garanzie fornite non hanno contribuito però a raffreddare le quotazioni sui mercati delle materie prime. Il Brent guadagna 25 centesimi a quota 78,34 dollari al barile, ribaltando la situazione iniziale di giornata (in avvio cedeva lo 0,2%). Il contratto WTI sale di 28 centesimi a quota 69,27 dollari al barile dopo aver perso anche 20 cents in apertura. Una serie di acquirenti di petrolio iraniano, tra cui l’India, hanno ridotto gli acquisti in vista delle nuove sanzioni che gli Usa imporranno a novembre. L’idea della Casa Bianca è ridurre le importazioni iraniane a zero, per costringere Teheran a trattare con Donald Trump e rinegoziare l’accordo sul nucleare.

17 settembre 201810:21

Venerdì scorso in una nota Hsbc aveva espresso il parere secondo cui la rimonta dei titoli di Stato italiani osservata la settimana scorsa possa estendersi ulteriormente, soprattutto nella parte breve della curva, in previsione di una manovra di bilancio relativamente ‘market friendly’.

“Riteniamo che il rally dei Btp possa estendersi ulteriormente, nonostante il calo di 60 punti base dei rendimenti nel tratto breve della curva”, scrivono gli analisti della banca, che a giudicare dall’andamento odierno dei Btp sembra averci indovinato.

17 settembre 201813:10

Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina continuano a preoccupare gli investitori, soprattutto alla luce delle nuove indiscrezioni secondo cui Trump annuncerà a breve ulteriori dazi sui prodotti cinesi per 200 miliardi di dollari.

17 settembre 201813:10

Migliora il quadro dei mercati sull’Italia con il passare delle ore, laddove sul resto d’Europa persiste una dinamica di ribassi che in avvio di settimana hanno trovato altri driver nei nuovi dazi contro beni della Cina da parte dell’amministrazione Usa guidata da Donald Trump. Nel primo pomeriggio a piazza affari l’indice Ftse-Mib segna un più 0,58 per cento, in controtendenza rispetto al meno 0,24 per cento di Londra, meno 0,44 per cento di Francoforte e meno 0,27 per cento di Parigi.

Nel frattempo si moderano le pressioni sui titoli di Stato tricolori, portando a calmieramenti dei rendimenti dei Btp decennali al 2,72 per cento, 7 puni base in meno rispetto alla chiusura di venerdì. Il differenziale rispetto ai tassi dei Bund tedeschi, lo spread si stringe a 225 punti base. L’euro è in lieve risalita a 1,1661 dollari. A due ore e mezzo da inizio seduta a wall street i contratti futures sui maggiori indici fano presagire un avvio debole, meno 0,10 per cento sul Dow Jones e meno 0,18 per cento sul Nasdaq.

17 settembre 201816:05

Apertura incerta per Wall Street con l’indice S&P 500 e il paniere delle blue chip Dow Jones che sono fermi ai nastri di partenza, mentre il Nasdaq scivola a causa dei cali di Apple e dei gruppi di chip. Questi ultimi pagano le apprensioni per la serie di nuovi dazi da 200 miliardi di dollari che l’amministrazione Trump imporrà contro i beni importati dalla Cina, la quale prepara ritorsioni.

Intanto il titolo Tesla cede terreno in avvio (vedi grafico) dopo che il fondo sovrano saudita ha investito più di 1 miliardo di dollari in una casa automobilistica concorrente, Lucid Motors. Il primo modello commerciale elettrico, Lucid Air, vedrà la luce nel 2020.

17 settembre 201816:05

Apertura incerta per Wall Street con l’indice S&P 500 e il paniere delle blue chip Dow Jones che sono fermi ai nastri di partenza, mentre il Nasdaq scivola dello 0,22% a causa dei cali di Apple e dei gruppi di chip. Questi ultimi pagano le apprensioni per la serie di nuovi dazi da 200 miliardi di dollari che l’amministrazione Trump imporrà contro i beni importati dalla Cina, la quale prepara ritorsioni.

Intanto il titolo Tesla cede terreno in avvio (vedi grafico) dopo che il fondo sovrano saudita ha investito più di 1 miliardo di dollari in una casa automobilistica concorrente, Lucid Motors. Il primo modello commerciale elettrico, Lucid Air, vedrà la luce nel 2020.

17 settembre 201817:38

Dopo che il nuovo AD di Ferrari, Louis Camilleri, in occasione della presentazione dei conti del secondo trimestre, ha definito ‘ambiziosi’ i target del Cavallino Rampante, per gli analisti di Mediobanca “un possibile leggero aggiustamento della guidance non è da escludere”. Domani verrà presentato il nuovo piano industriale.

17 settembre 201817:43

Dopo un avvio debole il titolo FCA guadagna lo 0,36% in chiusura, facendo tuttavia peggio di Piazza Affari (Ftse MIB +1,08% a 21.111 punti). A trainare il titolo della casa automobilistica orfana di Sergio Marchionne le indiscrezioni di stampa secondo cui la vendita di Magneti Marelli da parte del gruppo è questione di giorni e la sfida per conquistarlo si accende.

Uno dei possibili acquirenti sarebbe Kkr, il fondo di private equity americano, che avrebbe chiesto al Lingotto un maxi sconto rispetto alle valutazioni iniziali (offerti meno di sei miliardi, 5,83) ma secondo indiscrezioni ci sono i margini per trovare un accordo sul prezzo. L’offerta, secondo Bloomberg, è stata giudicata troppo bassa e per questo FCA sta cercando altri pretendenti per il gioiello della componentistica del gruppo. FCA ha tolto al fondo statunitense di private equity l’esclusività dei colloqui.

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