Tria: “Italia non è il malato d’Europa, ma sentiremo effetti fine QE”

3 settembre 2018, di Mariangela Tessa

“L’intervento della Bce non era un supporto al debito italiano, ma alle dinamiche di trasmissione monetaria dell’area euro. L’acquisto di titoli ha riguardato in modo proporzionale tutti i Paesi, e quando cesserà subiremo un contraccolpo come gli altri, con la differenza che da noi la crescita è meno forte”.

Così il ministro dell’economia, Giovanni Tria, in un’intervista a Repubblica non nasconde i timori per la fine del programma di Quantitative Easing della Bce, ma dice di non credere che il Paese stia tornando ad essere l’anello debole dell’Eurozona e garantisce che i vincoli europei saranno rispettati.

L’Italia non è fragile, non è il malato d’Europa. Il governo ha ribadito più volte che le riforme verranno portate avanti nell’ambito dell’equilibrio dei conti pubblici e a fine mese, quando questo impegno diventerà un fatto con la Nota di aggiornamento del Def, lo spread si sgonfierà”.

Passando poi ad analizzare le turbolenze sullo spread delle ultime settimane, Tria specifica:

“Gli speculatori guadagnano quando ci sono delle oscillazioni, e in questo momento i nostri titoli di Stato offrono un rendimento più alto. Ma l’Istat ha appena rivisto la crescita tendenziale al rialzo e i tassi italiani sono comunque a livelli storicamente bassi. Dopo la pubblicazione dei numeri di bilancio, chi ha acquistato titoli in questi giorni, con i rendimenti più alti, avrà fatto un affare”.

Il ministro dell’Economia rassicura quindi Bruxelles dopo il giudizio di Fitch:

“Le riforme verranno realizzate nell’ambito dell’equilibrio dei conti e quando questo impegno diventerà un fatto con il Def lo spread si sgonfierà. A nome del governo – fa anche sapere Tria – ho un dialogo tranquillo e continuo con la Commissione di Bruxelles”.

E riflette che il problema non sono i ‘sì’ o i ‘no’ di Bruxelles:

“Certo, l’Italia ha impegni europei e vanno rispettati, ma la stabilità dei conti dipende dal rapporto con i mercati finanziari”. E secondo il ministro, “nel corso del prossimo mese le perturbazioni scompariranno”.

A chi poi gli fa notare i costi di flat tax e reddito di cittadinanza e le dichiarazioni di area leghista secondo cui si può sforare il tetto del 3 per cento, Tria risponde:

“Il governo ha già una intesa sui confini di bilancio da rispettare, ribadita al termine di una riunione a cui ho partecipato ad agosto, convocata dal presidente del Consiglio e con i vicepremier. Entro fine settembre quegli impegni diventeranno fatti”.

A proposito del vincolo Deficit/Pil del 3%, ieri  il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, dal palco della Berghem Fest di Alzano Lombardo (Bergamo) ha dettp “lo sfioreremo dolcemente, come i leghisti sanno fare, senza superarlo. Cercheremo di rispettare tutti i vincoli imposti dall’Europa, ma prima viene il benessere dei cittadini italiani, quindi che Dio ce la mandi buona” ha detto Salvini.

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