Black Monday compie 30 anni: perché è successo e cosa possiamo imparare

17 ottobre 2017, di Mariangela Tessa

Sono passati trent’anni dal Black Monday, il lunedì 19 ottobre del 1987, quando il Dow Jones perse in una sola seduta il 22,6% pari a 508,32 punti. Un record negativo mai ripetuto, peggiore a quello del crash del 1929 in cui l’indice principale del Nyse aveva lasciato sul terreno il 12.8%. Una perdita in termini di punti che sembrano poca cosa ai livelli odierni, ma allora corrispondeva a oltre un quinto della piazza borsistica per eccellenza.

La Federal Reserve allora guidata da Alan Greenspan fu costretta a fornire liquidità tanto che alcuni esperti considerano quel giorno come l’inizio di una nuova era in cui gli investitori videro nella banca centrale Usa la capacità di calmare i mercati; altri giudicarono la sua risposta come avente il potenziale di esacerbare il moral hazard. In soli due giorni il Djia recuperò 288 dei 508,32 punti persi nel Black Monday.

“Allora,  la borsa americana aveva appena messo a segno una lunga corsa, con il Dow salito del 44% in otto mesi, ai massimi di agosto” spiega Marco Valsania in articolo del Sole 24 Ore. “Le tensioni a ben vedere però si erano accumulate, dal soft landing della crescita a una disfatta dell’Opec con cadute dei prezzi del petrolio, a tensioni belliche con l’Iran. Da qui al crollo il passo divenne breve”.

L’anniversario del Lunedì Nero cade su una borsa che nessun analista vede a rischio di crash, nonostante i valori record sui cui viaggia la Borsa americana. Massimi storici, aggiornati anche ieri, con la seduta finita all’insegna dei record per tutti e tre gli indici principali. Il Dow Jones è salito dello 0,36% a 22.954,57 punti. Il Nasdaq ha avanzato dello 0,28% a 6.624,00 punti mentre lo S&P 500 ha messo a segno un progresso dello 0,17% a 2.557,60 punti.

Cosa ci insegna la storia? Spiega ancora Valsania:

“Quanto è diverso da allora – sia da parte dei protagonisti dei mercati che dei loro regulators – può dare conforto a chi non teme il ripetersi di un Black Monday a decenni di distanza. Ma la storia, anche quella finanziaria, ha modalità di ripetere drammi e scandali senza necessariamente ripeterne gli esatti dettagli – e i ripetuti flash crash e soprattutto la più recente debacle dei mutui subprime e del debito nel 1997 insegnano”.

“La lezione della prudenza, della trasparenza, di regole sempre da adeguare alla realtà dell’alta finanza e del suo enorme ruolo globale, non può quindi andare persa nella memoria delle ceneri del Black Monday. Perché di incognite e di incertezze non ne mancheranno neppure oggi e domani”.

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