Intelligenza Artificiale

Per Intelligenza Artificiale (il cui acronimo è IA) si intende una branca dell’informatica che studia i fondamenti teorici, metodi e tecnologie attraverso le quali progettare e realizzare sistemi hardware dotati di programmi software che permettono al device, così realizzato, di fornire prestazioni che sarebbero, altrimenti, di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana.

Con queste parole Marco Somalvico, ingegnere italiano che ha dedicato la vita alla IA, definiva, negli anni ’80 del secolo scorso, questa particolare disciplina che oggi è andata a intrecciarsi con altri campi tecnologici e scientifici, quali: robotica, domotica, neuro scienze, tecnologia consumer e automotive su tutte.

Come funziona e obiettivi

In base ai processi interni di ragionamento o ai comportamenti esterni con cui il device intelligente si mostra è possibile misurare il grado di somiglianza con il ragionamento e i comportamenti umani. L’obiettivo è che l’oggetto dotato di intelligenza artificiale abbia un comportamento ideale, detto razionale, quindi:

  • Agire umanamente: sarà difficile distinguere l’azione compiuta dal sistema intelligente da quella svolta da un essere umano;
  • Pensare umanamente: il modo e il metodo che porta un sistema intelligente qualsiasi a risolvere un problema ricalca quello della mente umana, aspetto, questo, legato alle scienze cognitive;
  • Pensare razionalmente: processo parallelo al pensiero umano che è meramente formale, quindi si rifà alla logica del pensare umano;
  • Agire razionalmente: il sistema intelligente è in grado di ottenere il miglior risultato atteso, in base le informazioni immesse, rispetto la risoluzione di un problema posto.

L’intelligenza artificiale oggi

L’AI (acronimo in lingua inglese che sta per, ovviamente, Artificial Intelligence) è oggi una disciplina che scatena dibattiti, anche accesi, fra scienziati e filosofi perché il suo sviluppo ha portato a temi legati ad aspetti etici notevoli, non emersi precedentemente.

Il grande fisico Stephen Hawking, nel 2014, fu fra i primi scienziati a mettere in guardia riguardo i pericoli che potrebbero derivare dall'intelligenza artificiale, tanto che la considerava, addirittura, una minaccia per la sopravvivenza dell'umanità stessa.