Gestore di “La Grande Scommessa” consiglia di shortare Deutsche Bank

14 maggio 2018, di Daniele Chicca

Steve Eisman, che ha anticipato il crac dei mutui subprime prima dello scoppio della crisi finanziaria del 2008, ha cambiato idea sul settore bancario. Il noto gestore di Neuberger Berman Group, reso popolare dal film La Grande Scommessa (“The Big Short” nella versione originale), ritiene che sia giunto il momento di investire al ribasso su alcuni titoli bancari nordamericani e su Deutsche Bank.

Soltanto due mesi fa Eisman spiegava alla CNBC di essere molto ottimista sul settore finanziario, sostenendo che nel suo complesso “l’industria è così ben capitalizzata oggi che non vedo emergere problemi per molto tempo” aggiungendo che di non vedere rischi sistemici all’orizzonte.

Anche se il money manager è convinto che “il sistema finanziario Usa sia sicuro” dopo il cambiamento “radicale” apportato successivamente alla grande crisi di 10 anni fa, quello che sta succedendo all’estero lo rende nervoso. Per esempio, secondo quanto riferito in un’intervista a Bloomberg TV, conviene shortare i titoli Deutsche Bank, che è una banca che deve fare i conti con una serie di problemi sri.

E infatti le agenzie di rating stanno mettendo pressione sul nuovo management perché vengano apportati quei cambiamenti strategici necessari a sistemare la situazione patrimoniale “problematica” a cui fa riferimento Eisman.

Eisman (guarda video in fondo) si dice preoccupato, perché la prima banca di Germania ha “problemi di redditività seri” e avrà probabilmente bisogno di varare un aumento di capitale l’anno prossimo.

Shortare anche Wells Fargo e banche canadesi

Qualche settimana fa il nuovo amministratore delegato ha annunciato che nell’ambito di un maxi piano di ristrutturazione e riduzione dei costi, la banca avrebbe ridimensionato le attività in Usa, ridotto il business di corporate finance in Usa e in Asia e rivisto le attività nell’azionario globale.

Le misure porteranno a una “diminuzione significativa” della forza lavoro nel 2018. Eisman concorda con le misure drastiche intraprese, dicendo che sono necessarie.

La buona notizia è che sebbene il return on equity di Deutsche Bank sia inferiore a quello dei principali concorrenti del credito, il cuscinetto di capitale della banca è relativamente robusto. Il rapporto patrimoniale Tier 1, infatti, è pari al 13,4%, sopra la media delle blue chip bancarie.

Ciononostante il titolo Deutsche Bank ha perso il 34% del suo valore negli ultimi 12 mesi, la seconda peggiore prova in Borsa sull’indice MSCI europeo e un tracollo che si confronta con il calo subito nello stesso periodo (del -4,9%) dalle banche europee (indice Bloomberg Europe 500).

A parte Deutsche Bank, lo speculatore ha consigliato di andare al ribasso sui titoli del settore finanziario candadese, e di continuare a farlo anche su Wells Fargo.

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