Timori Usa: Russia e Cina stanno creando armi spaziali distruttive

14 febbraio 2018, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – La Russia e la Cina stanno sviluppando armi spaziali “distruttive”, avverte l’intelligence statunitense in un report reso noto dalla Cnbc.

I due paesi, membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, potrebbero presto possedere armi spaziali “distruttive” che potrebbero essere utilizzate contro gli Stati Uniti. “Tali armi anti-satellite sono usate come mezzo per ridurre l’ efficacia militare degli Stati Uniti e alleati”, scrive il rapporto redatto anche con il contributo di altre organizzazioni tra cui l’ FBI, la CIA e l’Agenzia Nazionale di Sicurezza.

Le armi anti-satellite, che includono i missili balistici, sono progettate per danneggiare i sistemi spaziali. Sono un elemento importante di quella che è nota come tecnologia controspazio.

“Valutiamo che, se dovesse verificarsi un conflitto futuro che coinvolga la Russia o la Cina, qualsiasi paese giustificherebbe gli attacchi contro gli Stati Uniti e i satelliti alleati come necessario per compensare qualsiasi vantaggio militare percepito dagli Stati Uniti derivante da sistemi spaziali militari, civili o commerciali. Di particolare preoccupazione, la Russia e la Cina che continuano a lanciare satelliti’ sperimentali’ che conducono sofisticate attività in orbita, alcune delle quali sono destinate a far avanzare le capacità controspazio”.

Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente cinese Xi Jinping hanno entrambi una relazione instabile con la più grande economia del mondo, gli Stati Uniti. Recentemente l’amministrazione Trump ha criticato Mosca per le pericolose attività militari, ma la Casa Bianca non ha ancora imposto al governo di Putin quelle sanzioni attese da tempo. Molti degli ex-collaboratori di Trump sono sotto inchiesta per presunta collaborazione con il Cremlino, e un consulente speciale sta indagando se la campagna presidenziale di Trump sia stata influenzata dalla Russia. Dall’altra parte le pratiche commerciali e valutarie di Pechino rimangono una dei principali problemi che lamenta lo stesso Trump.

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