Theresa May sulla Brexit: vorrei rimanere ma non posso

23 settembre 2017, di Giovanni Falcone

Theresa May sulla Brexit: vorrei rimanere ma non posso

Alla luce di una economia in picchiata, multinazionali della finanza in fibrillazione per nuove location da individuare, economia in caduta libera e tanto altro che si può solo immaginare, la Brexit non sembra essere stato un affare.

La premier britannica è intervenuta oggi pomeriggio a Firenze per un incontro organizzato sul tema della Brexit. Tante promesse ritenute interessanti per un sano confronto con Bruxelles dal mantenimento degli impegni già assunti in precedenza, relativamente all’apporto economico alle casse dell’Unione.

Indiscrezioni parlano di venti miliardi di euro come contributo al bilancio dell’Unione con la proposta di spostare in avanti il definitivo divorzio.

Tutto questo mentre l’Agenzia di rating internazionale Moody’s, con le prospettive di bilancio pubblico indebolite e un prevedibile aggravio degli effetti della Brexit, ha tagliato di un punto l’affidabilità della sterlina.

E’ stato tuttavia un intervento improntato all’ottimismo dei futuri rapporti con l’Unione Europea a cominciare da quello che ha detto parlando dell’Italia:  “Voglio reiterare a tutti gli italiani e ai cittadini Ue che vivono nel regno Unito che vogliamo che restiate, siete preziosi per noi e vi ringraziamo per il vostro contributo”.

Ha anche aggiunto:

  • La Gran Bretagna intende offrire piena garanzia per i diritti dei cittadini Ue residenti nel Paese;
  • “Lasciamo l’Ue, ma non lasciamo l’Europa”, ha aggiunto assicurando che “in nessun modo” il Regno Unito intende abbandonare la sua alleanza con i Paesi del continentee il suo impegno comune per “la democrazia, i diritti umani, la difesa”;
  • “La Gran Bretagna resta un fiero membro della famiglia di nazioni europee” e, in un altro passaggio del discorso ha aggiunto che l’Italia è in prima linea nell’emergenza migranti e la Gran Bretagna sta collaborando attivamente.

La domanda a questo punto sorge spontanea: quali sono esattamente le ragioni perché ve ne volete andare – magari più tardi possibile – se poi, in concreto, volete continuare a fare ed avere gli stessi rapporti di prima con l’Unione Europea?

Personalmente ho avuto l’impressione che il discorso di oggi a Firenze sia stato un grido di aiuto.

Forse la Brexit è stato un incubo, troviamo insieme il modo per uscirne!

 

 

 

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