Tesla, tonfo a Wall Street dopo il taglio ai prezzi della Model 3

2 gennaio 2019, di Alberto Battaglia

Le azioni di Tesla sono arrivate a cedere oltre il 9% nella seduta di mercoledì: il mercato non ha ricevuto con favore la notizia che il prezzo della Model 3, la vettura di maggiore accessibilità del marchio automobilistico, sarà tagliato di 2mila dollari.

Ma, soprattutto, pesa sul titolo il volume deludente delle consegne della stessa Model 3: 63.150 pezzi nel quarto trimestre del 2018. Le vendite di questo modello sono cresciute del 13% ma hanno mancato le attese del consenso FactSet (64.900).

 

La produzione nel trimestre è aumentata dell’8% con 86.555 veicoli, tra cui un aumento del 15% relativo alle 61.394 Model 3.

“Questo è stato un buon trimestre in termini di produzione e nella forte domanda di fondo, ma Tesla si è tirato su timidamente dalle aspettative dei rialzisti e questo sarà l’aspetto al centro dell’attenzione”, ha detto Daniel Ives, analista di Wedbush Securities, “riteniamo che il taglio dei prezzi di 2.000 dollari (…) sia una mossa che non era pienamente prevista”.

Tesla, inoltre, ha mancato di poco suo obiettivo di consegnare 100.000 pezzi dei modelli più costosi, Model S e Model X, nell’arco dell’anno, vendendone 99.394 unità. Non abbastanza per giustificare le forti vendite della seduta odierna, ha commentato in una nota ai clienti James Albertine, analista di Consumer Edge Research.

 

Le azioni Tesla nell’ultimo anno si sono ridimensionate del 4,7%, molto meno dei costruttori di maggiore portata come Gm e Ford (rispettivamente -20,6% e 38,3%).

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