TAV, Ue minaccia: “fate in fretta, altrimenti niente soldi”

7 dicembre 2018, di Alessandra Caparello

L’Italia deve andare avanti con la realizzazione della Tav, la linea ferroviaria veloce Torino-Lione, o vedrà togliersi i soldi che l’Unione europea ha garantito al Paese. Questo in sintesi l’avvertimento che Bruxelles lancia al governo italiano dopo che il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha concluso una trattativa con la collega francese Elisabeth Borne per rinviare, alle prime settimane del 2019, l’emissione dei bandi di gara con cui sarà dato il via libera ai lavori per la realizzazione della Tav.

La Commissione non può escludere che possa dover chiedere all’Italia di rimborsare il contributo del Cef già erogato se non può essere ragionevolmente speso in linea con i termini dell’accordo di sovvenzione, in applicazione del principio “usalo o perdilo”. Come qualsiasi altro progetto della Connecting europe facility, ritardi nella sua attuazione potrebbero portare a una riduzione dei finanziamenti Ue assegnati. Ora il progetto vede alcuni ritardi, inclusi quelli relativi alla sospensione del processo di appalto recentemente annunciato dalle autorità italiane.

Così a La Verità Enrico Brivio, portavoce per i Trasporti dell’ esecutivo comunitario mostrando così la convinzione dell’Europa che la Tav sia un’opera strategica non soltanto per la Francia e per l’ Italia, ma per l’intera Europa, specialmente nel contesto del «corridoio mediterraneo Eu-Ten-T» (1 dei 9 della Reti transeuropee nel settore trasporti).

Come detto di persona alla Commissaria Violeta Bulc, su #Tav, l‘ Ue non si preoccupi. Tutto l’ iter sarà gestito in condivisione con la Francia e nel rispetto del contratto di governo. Non verranno sprecati soldi pubblici e, anzi, saranno utilizzati al meglio per il bene dei cittadini.

Questa la risposta via Twitter del ministro Toninelli che tra l’atro durante un question time al Senato ha precisato che per quanto riguardai  tempi di completamento dell’ analisi costi-benefici, si attendeva fra ottobre e novembre e poi è stata posticipata.

 

 

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