TASSI USA: COME E’ CAMBIATO LO SCENARIO

15 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – In area euro è atteso il dato finale dei prezzi al consumo di ottobre che potrebbero essere rivisti al 2,7% dal 2,6% della prima lettura. In attesa anche del bollettino mensile della Bce. In Usa è atteso il dato sui prezzi al consumo di ottobre che potrebbero risentire dell’incremento del prezzo del petrolio, evidenziando ancora una volta una notevole differenza tra il dato core e quello generale.


Tassi di Interesse: in area Euro i tassi di mercato hanno continuato a salire interessando soprattutto la parte a breve della curva sulla scia dell’apertura positiva dei listini statunitensi e grazie al dato migliore delle attese del Pil preliminare del terzo trimestre. Lo spread sul 2-10 anni si è ristretto portandosi a 25 pb. Oggi l’attenzione sarà focalizzata sui dati sui prezzi al consumo in area euro e negli Usa, nonché sull’andamento del mercato azionario. In mattinata Barclays ha fornito altri dettagli sulle perdite legate ai mutui subprime, dichiarando di aver registrato per il terzo trimestre perdite di 500 Mln GBP e 800 MlnGBP nel mese di ottobre. Sul decennale la prima resistenza si colloca a 4,18% e la seconda a 4,24%.

In Usa dopo una giornata all’insegna del rialzo i tassi di mercato hanno chiuso la sessione in calo in seguito alla chiusura in negativo dei listini azionari. Ieri le vendite al dettaglio di ottobre, primo dato sui consumi del quarto trimestre, hanno evidenziato un incremento delle vendite del comparto elettronico e del materiale per costruzione, mentre ha rallentato la crescita del settore automobilistico. In rialzo anche le scorte industriali di settembre, ad indicare come le imprese potrebbero limitare la produzione in vista di un calo delle vendite nei prossimi mesi. Dopo il dato sulle vendite al dettaglio migliore delle attese che ha allontanato per il momento il timore di un rallentamento forte dell’economia Usa si sono ridotte le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed a dicembre. Bernanke ha dichiarato che la Fed al fine di rendere più trasparenti le decisioni di politica monetaria rilascerà le stime di crescita, di inflazione e di disoccupazione 4 volte l’anno (gennaio, aprile, giugno e ottobre) e queste saranno relative ai successivi tre anni. Le prossime stime saranno rilasciate con le minute del Fomc di ottobre il prossimo 20 novembre. Sul fronte societario Bear Stearns ha annunciato per il quarto trimestre perdite attribuibili ai mutui subprime per 1,2 Mld$, inferiori a quanto dichiarato in precedenza. Sul decennale il supporto si colloca a 4,20%, mentre la resistenza a 4,37%.


Valute: Dollaro in deprezzamento verso euro dopo i buoni dati sulla crescita europea. Intanto la Cina ha dichiarato che il dollaro rimarrà la principale moneta di riserva, dopo che lo scorso 7 novembre aveva dichiarato di voler investire in valute forti al fine di diversificare le sue riserve, facendo temere una diminuzione delle riserve di Dollari. Nel frattempo l’Euro potrebbe continuare a rafforzarsi verso dollaro raggiungendo i massimi già toccati. Lo Yen continua ad indebolirsi verso le principali valute dietro la prosecuzione del carry trading. Si indebolisce la sterlina verso Euro, mentre si rafforza verso dollaro dopo che la Banca d’Inghilterra nel report trimestrale ha segnalato che i rischi inflattivi sono bilanciati suggerendo la possibilità di tagliare i tassi il prossimo anno in attesa di un rallentamento della crescita.


Materie Prime: in rialzo i preziosi guidati dalla debolezza del dollaro con l’argento che ha guadagnato il 3,11%. Dopo due giorni di calo, in ripresa anche il greggio WTI sulla speculazione che le scorte Usa continueranno a scendere. Torna positivo il prezzo del rame a causa di un terremoto che ha colpito il Cile bloccando la produzione di diverse miniere. In calo il gas naturale dopo che le previsioni meteorologiche annunciano un inverno tiepido.

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