TASSI USA ANCORA FERMI? OGGI
IL BEIGE BOOK

6 settembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
L’appuntamento più rilevante della giornata è la pubblicazione, alle 20 ora italiana, del Beige Book della Fed, il rapporto sull’andamento dell’economia americana che verrà preso come base di discussione per la riunione del FOMC del 20 settembre, in cui il consiglio direttivo della Federal Reserve dovrà decidere se lasciare ancora i tassi invariati, come aveva già fatto lo scorso 8 agosto, o proseguire i rialzi del costo del denaro che hanno scandito gli ultimi due anni.

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La convinzione prevalente tra gli economisti è che il Beige Book confermerà l’attuale fase di moderato rallentamento dell’economia americana, nonostante la revisione al rialzo del Pil del secondo trimestre e il buon andamento dell’occupazione in agosto. Fiducia dei consumatori e mercato immobiliare segnano infatti il passo, mentre l’inflazione potrebbe essere meno severa del previsto grazie alla fase di rallentamento del petrolio (la Fed ha rivisto al ribasso le stime sull’inflazione per il 2007). Secondo alcuni analisti, la Fed non ha quindi motivo per aumentare ancora i tassi e potrebbe lasciare invariato al 5,25% il costo del denaro anche nella riunione del 20 settembre, come ha già fatto lo scorso 8 agosto.

Anzi, secondo gli esperti, è sempre più vicina la fase di politica monetaria espansiva da parte della Federal Reserve. Gli economisti di Ubm, per esempio, si attendono un taglio di un punto percentuale dei tassi americani nel corso del 2007, spalmato in un ribasso di 25 punti base per ogni trimestre. Ma c’è anche chi ritiene che la Fed non aspetterà nemmeno il 2007 per tagliare i tassi, e una prima riduzione del costo del denaro potrebbe avvenire già entro la fine del 2006.

Al di là delle ipotesi sulla tempistica sul prossimo taglio della Fed, quello che emerge è che in questo momento prevale l’idea che la Fed abbia terminato la sua politica restrittiva. All’inizio di agosto il mercato assegnava il 78% di probabilità a un aumento dei tassi Usa al 5,5% a fine anno, oggi questa percentuale è scesa al 16%. Ieri William Poole, presidente della Fed di St. Louis, ha detto che la banca centrale deve essere “paziente” nel considerare se alzare di nuovo i tassi, anche in presenza di un’inflazione che resta sopra i livelli di tolleranza indicati dalal Fed.

Il rallentamento della fiducia dei consumatori (l’indice calcolato dal Conference Board è sceso in agosto a 99,6 da 107 in luglio, il calo maggiore dallo scorso settembre, subito dopo la devastazione dell’uragano Katrina) dovrebbe infatti rallentare anche la spinta inflativa, impedendo alle imprese di trasferire gli aumenti dei costi sui prezzi finali. E con l’inflazione che fa meno paura e l’economia che rallenta, non c’è fretta per ulteriori strette creditizie.

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