TASSI: LA SITUAZIONE IN AMERICA SI DETERIORA

21 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come
definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale
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(WSI) – Tassi di Interesse: in area Euro i tassi di interesse sono saliti sulla scia del recupero dei mercati azionari. Il rialzo ha interessato in particolare il due anni con lo spread sul 2-10 sceso a 32 pb. Sul monetario continuano le tensioni con l’Euribor 3 mesi fissato a 4,63% da 4,61%. Intanto continuano le preoccupazioni sul rialzo dell’inflazione dei membri Bce. Ieri Bini Smaghi si è detto molto preoccupato per “second round effects” che possono derivare dall’aumento dell’inflazione, aggiungendo che sarà importante cercare di evitarli. Allo stesso tempo Almunia davanti al Parlamento Europeo ha dichiarato che i rischi per la crescita restano al ribasso, mentre quelli per l’inflazione al rialzo a causa soprattutto dell’apprezzamento del prezzo del greggio, degli alimentari e del livello dei salari. Oggi gli operatori continueranno a seguire l’andamento dei listini azionari.

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Negli Usa le tanto attese minute del Fomc di fine ottobre hanno evidenziato una revisione al ribasso delle stime di crescita per il quarto trimestre del 2008 rispetto all’analogo periodo del 2007, con fissazione del limite basso del range previsto in prossimità dell’1,8%. Sul fronte inflazione l’attesa media è per un deflatore del Pil al 2%, superiore all’1,8% atteso invece per il core. All’interno delle minute è stato dedicato uno spazio maggiore alla descrizione dei rischi al ribasso sulla crescita rispetto invece ai rischi al rialzo sui prezzi. Tale indicazione lascia aperta la possibilità di ulteriori tagli in futuro. In tal senso si sono espressi alcuni analisti che sono arrivati a stimare la possibilità di posizionamento dei Fed funds al 2% entro il primo semestre del 2009. Gli operatori dal canto loro rimangono convinti della possibilità che la Fed taglierà i tassi di 25pb sia a dicembre sia a gennaio. Verosimilmente, oltre a considerazioni macroeconomiche, incide molto la percezione che la crisi del credito richiederà ancora diverso tempo prima del suo rientro.

L’ipotesi di acquisto di mutui superiori a 417.000$ da parte delle relative agenzie appare meno realistica alla luce delle forti perdite registrate da queste ultime. Ieri ad esempio Freddie Mac ha annunciato perdite trimestrali per oltre 2Mld$. Malgrado ciò Paulson ha ancora sottolineato la necessità di accelerare il processo di approvazione della proposta di legge dei democratici che contempla l’ipotesi di acquisto di mutui c.d. jumbo da parte delle due agenzie. Le tensioni sul mercato monetario sono riprese, come testimonia il riposizionamento del Libor 3mesi al 5%. Il tasso decennale ha raggiunto la soglia del 4% che rappresenta oggi il principale supporto la cui foratura porterebbe i tassi al 3,90%.


Valute: continua la forte correlazione tra petrolio ed EuroDollaro: i nuovi massimi dell’uno continuano infatti a corrispondere ad altrettanti nuovi massimi dell’altra variabile. In questo contesto appare possibile nei prossimi giorni il raggiungimento della soglia psicologica di 1,50. Per oggi il supporto passa a 1,4740. Lo Yen si è apprezzato in modo marcato durante la notte in seguito ai ribassi dei listini azionari asiatici. Verso Dollaro il cross ha raggiunto il livello più basso da poco più di 2 anni sui timori che le perdite legate al settore del credito e l’elevato prezzo del greggio rallenteranno l’economia Usa. Il supporto si colloca in prossimità di 108,77, minimo del settembre 2005. L’apprezzamento è avvenuto nei confronti di tutte le principali 16 valute mondiali. Verso Euro il cross è tornato sotto soglia 162. Prosegue la correlazione inversa Yen e listini azionari globali con lo Yen che rimane il ‘termometro’ mondiale dell’avversione al rischio degli investitori.


Materie Prime: giornata positiva per le materie prime aiutate dalla debolezza del Dollaro, ad eccezione del gas naturale (-4%) su segnali di scorte abbondanti. Il greggio è salito sopra i 99$/b avvicinandosi alla soglia psicologica dei 100$/b, dopo la notizia di un incendio ad una centrale di Royal Dutch Shell in Alberta e timori di basse temperature negli Usa. Oggi sono attese le scorte settimanali Usa, previste in aumento. Tra i metalli industriali positivo l’alluminio (+2,1%) dopo che l’International Aluminium Institute (IAI) ha segnalato un calo congiunturale della produzione globale ad ottobre. Positivi i preziosi favoriti dal nuovo record dell’Euro/Dollaro. Tra gli agricoli in crescita il grano (+2,3%). La giornata odierna potrebbe essere invece più negativa considerando le tensioni sui mercati finanziari in atto questa mattina.

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