TASSI: LA FED A CONFRONTO CON IL RESTO DEL MONDO

20 dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street grida vendetta contro Alan Greenspan dopo la decisione di lasciare invariati i tassi d’interesse nonostante la frenata dell’economia.

Sotto accusa l’intera strategia del presidente della Fed, che ha voluto mettere la briglia quando la locomotiva Usa correva a un ritmo del 5% annuo.

Vediamo come si sono mosse le altre principali banche centrali mentre la Federal Reserve aumentava il costo del denaro dell’1,75%.


lang=IT-CH style='font-size:8.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Arial;
color:#FF9900'>Paese

lang=IT-CH style='font-size:8.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Arial;
color:#FF9900'>Ultima Variazione

lang=IT-CH style='font-size:8.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Arial;
color:#FF9900'>Variaz. % dal 12/99

U.K.

10 febbraio

+0,50

USA

16 maggio

+1,00

Canada

17 maggio

+1,00

Nuova Zelanda

17 maggio

+1,50

Hong Kong

19 maggio

+1,00

Svizzera

15 giugno

+1,75

Australia

2 agosto

+1,25

Giappone

11 agosto

+0,25

Norvegia

20 settembre

+1,50

BCE

5 ottobre

+1,75

Corea del Sud

5 ottobre

+0,50

Danimarca

27 ottobre

+2,10

style='font-size:8.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Arial;
color:#FF9900'>Fonte: Morgan Guaranty Trust Co.

Per una copertura completa sulle ultime decisioni della Federal Reserve vedi anche: Tassi: Usa, la Fed li lascia invariati al 6,5%, Usa: Clinton, non lascio in eredita’ la recessione, Tassi: un glossario per interpretare la Fed, Tassi: tutti gli uomini della Federal Reserve, Tassi: Usa, tutti i numeri all’esame della Fed e Tassi: Usa, il dilemma di Alan Greenspan .

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