TASSI E MUTUI: LA VERITA’ SUL PIANO BUSH

7 dicembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come
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(WSI) – Negli Usa attesi i dati sul mercato del lavoro di novembre, molto importanti per comprendere se la dinamica occupazionale sta risentendo o meno della crisi immobiliare e del credito.

Tassi di Interesse: in area Euro i tassi di mercato hanno chiuso la sessione in rialzo in seguito alla riunione della Bce, che si è conclusa con tassi invariati. Tuttavia Trichet nella conferenza stampa ha evidenziato come questa volta la decisione non è stata unanime. Alcuni membri, infatti, hanno votato a favore di un rialzo. A preoccupare le autorità monetarie è soprattutto l’elevato livello dei prezzi ed i possibili “second round effect”. Sono state diffuse le nuove stime di crescita ed inflazione che hanno visto una marcata revisione al rialzo del tasso di inflazione. Il livello dei prezzi dovrebbe infatti rimanere oltre il target del 2% per un periodo di tempo più lungo del previsto. Dalla riunione è inoltre emersa la volontà delle autorità monetarie di procedere, appena i mercati lo permetteranno, ad un rialzo del tasso di riferimento. Al momento riteniamo ancora possibile l’implementazione di due tagli dei tassi nella seconda parte del 2008 in conseguenza dell’impatto del rallentamento Usa. Oggi l’attenzione degli operatori rimarrà focalizzata sui dati statunitensi, con i tassi decennali che incontrano una resistenza di rilievo a quota 4,15%. , ne arriverebbe a coprire circa 600.000 pari a circa il 30% del totale dei detentori di mutui subprime a tasso variabile che registrerà un reset della rata nei prossimi due anni. Il piano si compone di tre possibili opzioni: 1) congelamento del tasso variabile per cinque anni; 2) conversione in una nuova tipologia di mutuo; 3) ottenimento di una garanzia da parte della Federal Housing Administration. Nel frattempo non si arresta il calo delle asset backed commercial paper, il cui ammontare è diminuito per la diciassettesima settimana consecutiva. Inoltre il tasso di morosità sui mutui è arrivato a toccare il massimo degli ultimi 20 anni nel terzo trimestre. Continuano inoltre ad arrivare notizia di consolidamento degli asset di Siv nei bilanci delle banche sponsor: ieri è toccato all’olandese Rabobank che consoliderà circa 5Mld€. In questo contesto l’ipotesi più probabile in vista del prossimo Fomc è quella di un taglio di 25pb dei Fed Funds accompagnato da un taglio di 50pb del tasso di sconto. Oggi l’attenzione sarà focalizzata sui dati sul mercato del lavoro. Il primo livello di resistenza sul decennale si colloca al 4,05%.

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Valute: Dollaro sostanzialmente stabile in chiusura vs. Euro dopo essersi avvicinato alla soglia di 1,45. L’attesa di un taglio Fed potrebbero riportare il Dollaro fino ad 1,47. Tale ipotesi sarà sottoposta al vaglio della portata dei dati sul mercato del lavoro di oggi. Yen in deprezzamento sulla scia del rialzo dei listini azionari. Nel corso della notte il Pil del terzo trimestre giapponese è stato rivisto al ribasso dal 2,6 all’1,5% annualizzato a causa di un minore apporto degli investimenti aziendali e delle scorte. Verso Dollaro segnaliamo la resistenza a 111,75 che qualora fosse superata potrebbe dar spazio ad un ampio movimento fino ad area 113/114.

Materie Prime: forte rimbalzo del greggio Wti che ha guadagnato oltre il 3% sulla fiducia che il piano Bush possa evitare un marcato rallentamento della crescita Usa. Contrastati i metalli industriali, tra i quali segnaliamo il crollo del piombo (-5%) su timori di riapertura delle spedizioni dall’Australia. In rialzo i metalli preziosi sul deprezzamento del Dollaro. Tra gli agricoli in calo il caffè (-1,7%) dopo previsioni di raccolto in aumento in Brasile. In rialzo il grano (+0,8%) su notizie di raccolto inferiore alle stime in Canada.

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