TASSI: ANCORA IN RIALZO L’EURIBOR A TRE MESI

28 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di Interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti interessando soprattutto la parte a breve termine della curva. Il rialzo è da attribuire ai dati tedeschi di ieri che hanno confermato l’ipotesi di un mantenimento dei tassi fermi da parte della Bce. I dati relativi all’inflazione tedesca (3,3% a/a in termini armonizzati) hanno registrato infatti un rialzo superiore alle attese dovuto principalmente all’aumento dei prezzi del gasolio da riscaldamento e delle benzine. Dopo il dato tedesco è lecito attendersi per l’area euro un tendenziale del 3% già a partire dal mese di novembre. In lieve rialzo l’indice Ifo, sebbene questo abbia interessato più che altro la componente relativa alle condizioni correnti, mentre è scesa quella prospettica.

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Relativamente al mercato monetario, la Bce, come annunciato venerdì scorso, ha fornito liquidità al sistema bancario, collocando 30 Mld€ in più rispetto ai 148 Mld stimati come necessari. Ancora in rialzo il tasso Euribor a tre mesi, fissato a 4,719%, a conferma di come sussistano ancora le tensioni sul mercato creditizio. Oggi l’attenzione sarà rivolta al dato di M3 ed ai dati statunitensi, nonché all’evoluzione della crisi creditizia. Negli Usa tassi di mercato in rialzo rispetto alla chiusura di lunedì in seguito al recupero dei listini azionari dove, al contrario dei scorsi giorni, il protagonista in positivo è stato il settore finanziario. Il maggior ottimismo è tornato dopo la notizia dell’arrivo di 7,5Mld$ nella casse di Citigroup da parte del fondo sovrano degli Emirati Arabi. Nel frattempo le tensioni su monetario non si arrestano: il tasso Libor 3 mesi ha messo a segno il decimo rialzo consecutivo arrivando a toccare il 5,06%, ossia 6pb al di sopra del tasso di sconto.

Sembra tramontare l’ipotesi di utilizzo delle due agenzie sui mutui per l’acquisto dei mutui jumbo dopo che il presidente dell’apposito organo di vigilanza ha dichiarato che per il 2008 il limite per l’acquisto dei mutui rimarrà fissato a 417.000$. Freddie Mac ieri ha ufficializzato un’imminente ricapitalizzazione da 6Mld$ dimezzando allo stesso tempo il dividendo. Sul fronte macro i prezzi delle case hanno evidenziato nel terzo trimestre il calo più forte (-4,5% a/a) degli ultimi 20 anni. Inoltre è risultato in forte calo anche la fiducia dei consumatori, sebbene la componente occupazionale non abbia evidenziato penalizzazioni in linea con quelle rilevabili dall’indice generale. Due esponenti della Fed, tra cui il membro votante Evans, si sono dichiarati contrari all’ipotesi di un ulteriore taglio dei tassi a dicembre. Gli operatori però continuano ad essere di avviso contrario. Sul fronte tassi ribadiamo il supporto al 3,90% sul decennale.

Valute: Euro in deprezzamento verso Dollaro. Il comportamento del biglietto verde segue molto da vicino la dinamica del greggio, apprezzandosi in concomitanza con fasi calanti del petrolio. Per oggi il supporto è collocato a quota 1,4725/50. L’area di supporto di maggior rilievo si incontra però in prossimità di 1,4650. Sessione dai 2 volti per lo Yen. Ieri il cross verso Dollaro è stato piuttosto volatile in linea con la volatilità dei listini azionari e delle materie prime, mentre questa notte ha avuto un andamento laterale. Il cross si mantiene in prossimità dei minimi da circa 2 anni e mezzo. La resistenza significativa si colloca piuttosto distante intorno a 111,75. Lieve apprezzamento dello Yuan cinese vs Euro dopo che importanti esponenti europei in visita in Cina hanno richiesto una maggiore flessibilità della valuta asiatica. Gli incontri proseguiranno oggi. Da inizio anno lo Yuan ha perso oltre il 6% verso Euro.

Materie Prime: giornata di cali generalizzati ad eccezione del grano (+1,8%), caffè (+0,1%) e cacao (+0,1%). Forte ribasso del greggio Wti che ha perso oltre 3$/b sulla notizia che l’Arabia Saudita, principale produttore dell’Opec, attualmente sta producendo 9 Mln b/g, una quantità superiore alle attese e la più elevata da un anno. Oggi sono in programma i dati sulle scorte Usa. Tra gli industriali il rame ha perso il 2,3% su timori di rallentamento della crescita Usa. Forte calo anche dei metalli preziosi sulla speculazione che il ribasso del greggio riduca i timori inflativi.

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