Tassi alti e volatilità fanno emergere le società che davvero valgono

9 marzo 2018, di Alessandro Piu

Nel lungo periodo la performance economica di una società si riflette nell’andamento delle sue azioni sul mercato. Questa corrispondenza è scritta nei manuali di finanza aziendale ma pochi investitori se la ricordano quando i mercati sono preda della volatilità e di oscillazioni di breve termine. Per analisti e gestori di Lazard è invece una regola fissa. La prima della filosofia di investimento dell’asset manager francese

“Le nostre decisioni di investimento sono basate sulle nostre stime sia della performance economica di una società sia sullo scenario di mercato che si troverà ad affrontare”

ha spiegato Régis Bégué, head of Equity research e Investment management di Lazard Fréres Gestion nel corso di una presentazione a Milano. A tal proposito, per misurare la performance economica di una società, il team di investimento di Lazard guarda al rendimento del capitale investito.

“Il rendimento del capitale investito e il reinvestimento del cash flow generato sono elementi positivi per una società. Per questo preferiamo non dare troppa importanza al dividendo che, secondo noi, riflette più che altro una politica aziendale”.

Sulla base di queste stime e con l’ottica del lungo periodo il team di Lazard ritiene che il mercato azionario europeo sia ancora a buon prezzo.

“In Eurozona la crescita economica sta consolidandosi su buoni livelli – ha proseguito Bégué – e nel 2018 beneficerà anche di politiche fiscali più espansive”.

Nessun pericolo dagli Stati Uniti

A instillare un dubbio nello scenario positivo dell’Eurozona c’è però Wall Street. La Borsa Usa ha sempre fatto da traino ai mercati europei e gli effetti dei suoi tentennamenti si sono visti, anche di recente, sulle piazze finanziarie del Vecchio continente. Bégué ammette che

“il top del ciclo è vicino negli Stati Uniti e le politiche di Trump potrebbero accelerare il suo raggiungimento da parte di un’economia che ha una crescita già elevata, ma è già accaduto in passato che il mercato europeo salisse quando quello Usa scendeva”.

Peraltro, il responsabile della ricerca azionaria di Lazard sottolinea che i top raggiunti dal mercato azionario degli Stati Uniti sono frutto soprattutto della corsa delle aziende tecnologiche.

“Altre società hanno quotazioni ancora convenienti se viste in un’ottica di lungo termine. Inoltre – ha aggiunto – anche le società tecnologiche come Amazon e Google vanno considerate con la stessa ottica e con le potenzialità che esprimono per il futuro”.

In altre parole, non è affatto detto che le big del tech Usa siano sopravvalutate.

Tassi e volatilità in crescita aumentano la necessità di selezionare bene

I tassi di interesse sono già saliti negli Stati Uniti, con ripercussioni anche sui rendimenti delle obbligazioni europee, così come l’inflazione si sta muovendo al rialzo (più Oltreoceano che nel Vecchio continente). Una svolta importante dopo i lunghi anni dei tassi a zero, che permetterà di distinguere tra società di qualità e non.

“Negli anni passati i bassi tassi di interesse hanno creato una situazione anomala. Hanno appiattito tutto. La ricerca del rendimento ha spinto gli investitori ad acquistare asset e titoli che in una condizione normale non avrebbero acquistato. Ora, con i tassi di interesse al rialzo, le differenze tra ciò che ha realmente valore e chi no torneranno visibili. Per esempio le compagnie che nel corso degli anni passati sono rimaste disciplinate, che magari hanno effettuato acquisizioni in grado di aumentare il ritorno sul capitale investito, sono preferibili in uno scenario di tassi in rialzo rispetto a quelle che hanno usato troppo la leva finanziaria del debito”

ha spiegato Scander Bentchikou, gestore del fondo Lazard Dividendes Min Var.

“Un discorso simile vale per la volatilità” ha proseguito: “Con la volatilità bassa tutti i portafogli, qualsiasi cosa contenessero, avevano una volatilità contenuta. Ora però la volatilità sarà più alta e alcuni portafogli ne risentiranno. Ancora una volta si creerà una differenziazione tra gli asset e tra i titoli che ci permetterà di andare alla ricerca di chi offre davvero valore”.

Quali settori nel nuovo scenario?

Tassi di interesse al rialzo, volatilità più alta, ritorno dell’inflazione. Lo scenario torna alla normalità ma per molti investitori è uno scenario completamente nuovo. Axel Laroza, gestore del fondo Lazard Equity Sri, ha indicato alcuni settori da preferire.

Il rialzo dei tassi di interesse è favorevole nel lungo periodo per le assicurazioni vita, per le banche e per le compagnie che hanno accantonamenti significativi nei loro bilanci. Nel breve periodo tassi più alti favoriranno le assicurazioni-danni, le compagnie ricche di liquidità, le banche e le società che generano cash flow. La crescita dell’inflazione favorisce le società che offrono servizi legati a tariffe, in quando possono scaricare sul consumatore gli aumenti. Per esempio le società che hanno concessioni autostradali e le utility, ma anche le compagnie del settore media, le assicurazioni danno e i supermercati. Guardiamo poi a storie di turnaround in settori come l’health-care, la pubblicità, la distribuzione e le banche”.

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